“A prescindere dal Ponte”, ci credevo ma mi sbagliavo. Qui senza il Ponte resterà sempre tutto fermo al Medioevo

Impazza la polemica sul Ponte sullo Stretto, intanto senza la grande opera Reggio e Messina continuano ad andare indietro e rimane tutto fermo

Ponte StrettoDopo le parole del premier Renzi che ha aperto alla realizzazione del Ponte sullo Stretto in modo perentorio (“certo che si farà, sarà un bellissimo simbolo della scienza e della tecnologia italiana” ha dichiarato il Presidente del Consiglio), si riaccende il dibattito sulla grande opera dello Stretto due anni e mezzo dopo lo “stop” sciaguratamente imposto dal governo tecnico di Mario Monti nel 2013.

BALLOTTAGGI: ACCORINTI (NO PONTE) VINCE A MESSINAIntanto tante cose sono cambiate nella politica nazionale e locale, i “No-Ponte” hanno vinto le elezioni ovunque in Calabria (Oliverio), Sicilia (Crocetta), Reggio (Falcomatà) e Messina (Accorinti), e adesso sono tutti nell’imbarazzo per le parole del loro leader di partito (tutti tranne Accorinti che non è del Pd), ma negli ultimi due anni il dibattito sul Ponte s’era definitivamente fermato, spento, morto. L’Italia in crisi, lo stop di Monti, le vittorie dei “No”. Il Ponte non si farà con buona pace di tutti, compresi i soldi già spesi per il progetto, comprese le penali milionarie che lo Stato dovrà pagare. Il ritornello che abbiamo sentito da più parti negli ultimi anni è stato “questo va fatto a prescindere dal Ponte“, non solo dal 2013 ad oggi, ma anche prima. E in gran parte era giusto, sacrosanto.

area metropolitana dello stretto isagL’Area Metropolitana dello Stretto andava fatta “a prescindere dal Ponte“, i collegamenti veloci tra Reggio e Messina via mare andavano migliorati “a prescindere dal Ponte“, lo sviluppo delle due città e delle due Regioni era da inseguire in tutti i costi, “a prescindere dal Ponte“, il dissesto idrogeologico va limitato e contrastato “a prescindere dal Ponte“. Sono passati anni, e “a prescindere dal Ponte” non s’è fatto un cazzo. Reggio e Messina sono ferme al Medioevo, arretrate, sottosviluppate, oggi in condizioni decisamente peggiori di 10 anni fa. Sono due città abbandonate, sporche, degradate, senza cura, senza attenzioni, senza investimenti, senza sviluppo. Sono due città allo sbando, le cui università hanno il record negativo (Reggio -40%, Messina -28%) di calo delle iscrizioni, il cui trend demografico è drammaticamente in tracollo nonostante l’aumento degli immigrati (Messina ha perso 12.000 residenti in poco più di dieci anni, dai 252.000 del 2001 ai 240.000 di oggi; a Reggio Calabria il crollo è stato ancora più rapido, aveva raggiunto i 190.000 residenti nel 2010 ma oggi è crollata a 181.000). E il dissesto idrogeologico è sempre più grave, con Messina senz’acqua a causa delle frane e tragici eventi alluvionali che si ripetono di anno in anno alle prime piogge autunnali.

ponte stretto 05A prescindere dal Ponte” vanno fatte molte cose, ma nessuno muove foglia. Evidentemente ci sbagliavamo tutti. Senza il Ponte qui non si fa proprio niente. L’unica cosa positiva è stata la realizzazione della nuova A3 Salerno-Reggio, ma quella non è stata fatta “a prescindere dal Ponte”. E’ stata finanziata esclusivamente in funzione del Ponte, con 8 miliardi di euro investiti dallo Stato “per adeguare la principale arteria viaria del Sud alla costruzione della grande opera dello Stretto”. Senza il progetto del Ponte, non l’avrebbero mai realizzata. E senza il Ponte, non si contrasterà il dissesto idrogeologico, non si aggiusteranno le condotte idriche di due città sempre più assetate, non si formerà mai l’Area Metropolitana dello Stretto, i trasporti continueranno ad essere sempre più lenti, costosi e disagevoli.

ponte stretto 02Insomma, “a prescindere dal Ponte” era soltanto una grande scusa per dire “no” al progetto, spostare altrove le attenzioni, perdere tempo e confinare lo Stretto nel degrado più profondo e assoluto. Ecco perché il Ponte è la vera priorità, il Sud non può più aspettare se vuole veramente uscire dal torpore di questi anni bui. L’unica vera chance di crescita e sviluppo, l’unica vera occasione di rilancio sociale, economico, industriale, turistico e ambientale. L’unico strumento per valorizzare un territorio dalle risorse infinite ma mai valorizzate. A chi stiamo aspettando?