A Bova (Rc) la presentazione del fossile di Sirenio

foto presentazione fossileIl Museo di Paleontologia e Scienze Naturali dell’Aspromonte di Bova ha ospitato la presentazione scientifica di un reperto fossile di Sirenio nella Pietra di Lazzaro che ha attirato l’attenzione di diversi studiosi. Il reperto è stato considerato degno di studio e sarà presto pubblicato su una rivista scientifica a diffusione internazionale da un gruppo composto da Antonella Cinzia Marra, professore di Paleontologia presso l’Università di Messina, Caterina Mesiano, Responsabile del Museo di Paleontologia e Scienze Naturali del Parco dell’Aspromonte e Giuseppe Carone, curatore del Museo Civico di Ricadi. Dopo i saluti in lingua greco- calabra del sindaco di Bova, Santo Casile e del promotore Marketing, Giuseppe Bruzzese, si sono susseguiti gli interventi di Renato Crucitti, Direttore Scientifico del Museo che ha illustrato la collezione dei 15.000 reperti fossili attualmente custoditi nelle sale museali e di Caterina Mesiano, Responsabile del Museo che ha presentato le attività svolte, i risultati raggiunti in quasi tre anni di apertura e le proposte per poter migliorare e completare la struttura potenziando la sezione di Scienze Naturali dell’Aspromonte. La Paleontologa Antonella Cinzia Marra si è soffermata a spiegare le ere geologiche, i processi di fossilizzazione e, soprattutto, l’ interessante ritrovamento che risale ad un periodo compreso tra 23 e 15 milioni di anni fa ed appartiene ad un animale imparentato con gli attuali dugonghi, a quel tempo molto diffusi. E’ la prima volta che un fossile di dugongo viene ritrovato nella Pietra di Lazzaro, nota al mondo scientifico come “Calcarenite di Floresta”. Il fossile e la roccia che lo contiene testimoniano un periodo in cui l’area mediterranea era molto diversa da come la conosciamo oggi, infatti, il Mar Mediterraneo andava assumendo la conformazione attuale a seguito dei movimenti delle placche terrestri che determinavano la progressiva riduzione di un ampio bacino marino, l’Oceano Tetide. Alla presentazione ha partecipato anche Carmelo Ambrogio, visibilmente emozionato, che ha ritrovato il fossile durante il taglio di un blocco di pietra. Le conclusioni dell’incontro sono state affidate al Presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte e del Rotary Club Area Grecanica, Giuseppe Bombino che ha sottolineato l’importanza del Museo come punto di riferimento per tutta l’area e per l’intera Calabria. Il Presidente Bombino si è assunto l’impegno di sostenere la crescita di un territorio ricco di storia come l’Aspromonte. Alla fine della presentazione il direttore Crucitti ha offerto ai partecipanti una visita guidata nel sale del Museo.