17enne uccide la madre nel reggino, il sindacato degli psicologi chiede a Marziale di abbassare i toni

pistola“Non ci sono molte parole per poter rappresentare il dolore e la sofferenza di una famiglia quando si trova di fronte a un fatto di cronaca così grave, come quello avvenuto a Melito di Porto Salvo. Un padre che deve sopportare la morte della moglie e il terribile sospetto che a toglierle la vita sia stata sangue del suo stesso sangue è di per sè innaturale e sconvolgente. Due vite sono praticamente state distrutte, senza contare le di salute mentale della 17enne e lo stato in cui si trova. Anche la sua vita è stata ormai compromessa. Nonostante questo però – quando ci sono casi del genere – dobbiamo assistere al teatrino di alcuni professionisti, poco informati e comunque definiti super esperti, che nulla di meglio hanno da fare che prendersela con le Istituzioni e con chi a questo caso ci ha lavorato con serietà e vero impegno”. Mario Sellini, segretario del sindacato degli psicologi italiani (AUPI) e direttore del Centro di Salute mentale di Lamezia Terme, interviene a seguito della querelle nata dopo l’arresto della 17enne di Melito Porto Salvo, accusata di aver ucciso la madre, Patrizia Crivellaro. Sellini parla a nome di tutti i professionisti calabresi che si sono visti puntare il dito contro da chi, evidentemente, è poco attento e per niente informato sui fatti. “Il presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori - afferma Sellini – non sa che le Istituzioni e la comunità degli psicologi hanno seguito il protocollo perfettamente. Hanno svolto in maniera egregia il proprio lavoro e presto lo dimostreranno, carte – e non sms televisivi – alla mano. Nessuno di noi poteva prevedere quello che è accaduto. La ragazza purtroppo ha reso dichiarazioni contrastanti anche agli psicologi che l’hanno seguita. Il Tribunale dei Minori ha svolto perfettamente il proprio compito ed ha anche verificato per tempo la veridicità delle dichiarazioni della 17enne, senza trovare alcun riscontro oggettivo”. Sellini invita tutti alla prudenza, specialmente le associazioni che dovrebbero agire a tutela dei minori: “La vera prevenzione – conclude – si fa non gridando ma lavorando. Piuttosto che chiedere una ispezione al Ministero della Giustizia si potrebbe chiedere al governo di introdurre la figura dello psicologo nelle scuole, per prevenire e fermare per tempo degenerazioni simili”.