Sicilia: ottima annata per i vini bianchi e rossi

In tutta l’Isola ottima annata per le favorevoli condizioni climatiche

festa del vino (69)“Un’ottima annata sia per i bianchi che per i rossi, con livelli qualitativi ottimi e con una produzione che stimiamo superiore al 10% di quella del 2014 che già era stata una vendemmia eccezionale per la Sicilia”. A poche settimane dalla conclusione della raccolta delle uve da vino, il presidente di Assovini Sicilia Francesco Ferreri parla all’Adnkronos di aspettative “sempre più solide, sebbene per avere un quadro completo bisognerà attendere qualche mese, quando i primi vini saranno pronti”. In tutta l’Isola si preannuncia un grande equilibrio tra morbidezza, acidità e freschezza, grazie anche alle condizioni climatiche “che hanno permesso di arrivare a una maturazione ottimale delle uve, sia per quelle autoctone che per quelle internazionali”. Il presidente di Assovini Sicilia spiega infatti come “il caldo del mese di luglio sia stato compensato dalle piogge e dal calo delle temperature di agosto che hanno fornito una botta d’energia per il completamento della maturazione dell’uva. Ma soprattutto – aggiunge – sarà una vendemmia molto pulita”.Una combinazione che lascia prevedere “un alto livello qualitativo, con aromi sviluppati, con bianchi con buona freschezza e rossi con una buona struttura”. Le prime conferme arrivano dalla zona di Vittoria, in provincia di Ragusa, dove l’azienda Feudo di Santa Tresa ha raccolto Frappato e Cerasuolo, le rosse fiore all’occhiello dell’area, ma anche il più raro Perricone, registrando un aumento del 10% rispetto allo scorso anno delle varietà a bacca bianca Grillo, Viognier e Fiano. Alta resa produttiva anche nelle tenute di Feudo Arancio, in provincia di Agrigento e Ragusa, dove dai primi riscontri emerge come i bianchi abbiano acquisito un’acidità totale leggermente inferiore rispetto alla media degli ultimi anni, a vantaggio di una maggiore ricchezza in struttura e morbidezza. Un incremento della vendemmia del 10% e una resa nella media del 75% si registra in provincia di Caltanissetta, nelle tenute dell’azienda Lombardo Vini, dove la vendemmia è ormai giunta alle battute finali. Ottime previsioni anche per le varietà autoctone quali Inzolia, Grillo e Catarratto, coltivate con metodo biologico da Feudo Solaria. E’ cominciata invece solo da pochi giorni la vendemmia sull’Etna. “Abbiamo degli ottimi vini, quello che dobbiamo fare è solo riuscire a comunicarci bene – dice il presidente di Assovini Sicilia che nell’isola rappresenta l’87% dell’imbottigliato – Ultimamente sia come singole aziende che come Assovini abbiamo portato avanti iniziative importanti per promuoverci sia in Italia che all’estero e i risultati sono arrivati: oggi contiamo il 60% di export”. Un mercato “molto importante” è rappresentato dagli Stati Uniti “attenti consumatori e alla ricerca della qualità – spiega Ferreri – ma non sono da sottovalutare neanche i paesi scandinavi, la Germania, la Gran Bretagna e paesi come il Giappone e la Cina che negli ultimi anni hanno incrementato le loro importazioni. Un mercato interessante è poi rappresentato dal sud est asiatico verso il quale stiamo facendo importanti investimenti”. Un impulso notevole alla diffusione e valorizzazione dei vini siciliani, sottolinea Ferreri, è arrivato con la nascita della Doc Sicilia nel 2012, “che ha avuto il doppio merito di tutelare le nostre produzioni di qualità e garantire al consumatore un prodotto controllato. Anche nelle guide – conclude – negli ultimi anni i nostri vini hanno raggiunto i risultati delle regioni più blasonate”.