Santo Stefano: “la stele non si tocca, la sede migliore è lì davanti agli occhi dei bambini”

stele Falcone, Borsellino e Scopelliti (3)Fatte stemperare le prime istintive, forti emozioni , ritengo giusto esprimere delle considerazioni,altrettanto fortemente sentite e condividerle  pubblicamente. Mi ha molto emozionato vedere i concittadini stefaniti reagire, solerti, a difesa della stele  distrutta, dimostrando in questo modo  di condividere pienamente, quando oltraggiati,  i valori che, attraverso questo semplice, ma vivido, “ pezzo di pietra” , abbiamo voluto proclamare e diffondere negli anni. Lo afferma in una nota l’Avv. Vincenzo Nucara ex Assessore alla Cultura del Comune di S.Stefano in Aspromonte.

Quando ho immaginato e voluto proporre ,con l’ Arch. Rocco Romeo , coinvolgendo  entusiasticamente  ogni consigliere e componente  della pregressa amministrazione ,nonché il Presidente Pro Loco pro tempore Basilio Lucisano ,  ed  insieme, progettato  e realizzato quest’opera, grazie  anche al prezioso aiuto per attività  murarie e vivaistiche offerto dai soci della FIDASC  ,non avrei pensato che potesse evocare tanto interesse  postumo. 

 E’ vero, a seguito di un evento infausto ,ma con esiti  più’ che felici.

Ho purtroppo sentito parlare di paese..” mafioso”… Nessuno  ha mai usato  ed abusato tale termine nella fattispecie. Fatte salve poi parole male e strumentalmente interpretate , mai realmente dette , osate  e che taluno ha inteso, ad ogni costo, mettere in bocca ad altri.

S. Stefano non è, né potrebbe, essere un paese mafioso, come non lo sono di per sé gli altri paesi della Calabria e dell’Italia. Le persone possono e scelgono di   appartenere ad associazioni mafiose; possono comportarsi come tali. Se ne assumono gli oneri e le conseguenze. Non lo sono certamente i luoghi, i territori, tantomeno la grande maggioranza dei  cittadini onesti che quotidianamente affrontano con dignità e grandi sforzi il vivere e che questi luoghi abitano.

Per tale motivo il mio primo grazie va all’Arma dei Carabinieri,  solerti ed instancabili tutori della legge e dei cittadini. 

Voglio ringraziare  i cittadini , i giovani ,gli scolari, per la positiva, visibile,  reazione a questo esecrabile episodio, consumato da una piccola mente deviata e da una mano balorda, che nulla ha da condividere con la stragrande popolazione  di S. Stefano. Ringrazio la Dr. ssa  Adriana Musella per la solidarietà ed il suo impegno a difesa di quei valori di giustizia, legalità, libertà ed amore rappresentati dalla  nostra stele .

Grazie all’ attuale Amministrazione comunale di S. Stefano che, con tempestività, ha provveduto a segnalare all’Autorità competente e riparare il danno causato alla stele, coinvolgendo gli artigiani del paese; ai  sindaci della vallata per il loro segno di vicinanza  sentita ed affettuosa.

Un sentito ringraziamento alla Provincia,  elettivamente nelle persone  dell’  On. Francesco  Cannizzaro  e del Dr. E. Lamberti per i loro messaggi di solidarietà , impegno  ed incitamento, come per la proposta di ricostruzione della stele;.

Ringrazio tutti i politici intervenuti dimostrando grande sensibilità e slancio istituzionale, prima tra tutti l’On. Rosanna Scopelliti  per le sue parole efficaci e sempre toccanti. La stampa e tutti i media che hanno dato degno risalto ad un episodio che resta comunque gravissimo.

Un coro cosi’ unanime di sdegno ed indignazione  urla il desiderio di riscatto dall’immagine deviata che una minoranza misera e sparuta vorrebbe offrire della nostra terra.

Mi si consenta un ‘ultima precisazione che è stata sottaciuta ma è essenziale; tengo a ricordare, per chi non fosse stato presente all’inaugurazione o non abbia avuto modo di  prenderne atto dai documenti e dalle indicazioni pubbliche e scritte, che la stele  è stata da noi  posta  ai piedi del grande  albero  FA.BO.SCO.  cosi’ titolato dalle iniziali dei tre Grandi Giudici, perché  sia questo il simbolo vitale, sempre verde, il segno tangibile della crescita civile che vogliamo affidare ai nostri bambini ed alle generazioni future .  E lo abbiamo pensato e voluto nella sede naturale e fisica rappresentata  dalla scuola, laddove la mente si forma e si conia verso la cultura , gli ideali, la democrazia, il senso dello Stato e la libertà nel rispetto dei diritti e doveri.

Per questo motivo la stele non deve trovare una sede migliore, perchè la sede migliore è davanti agli occhi dei bambini , delle loro preziose insegnanti , delle famiglie e di chi entra nel paese di S.Stefano. 

Perchè è questo il più bel biglietto  da visita che si possa offrire .