Santo Stefano di Camastra: viola le prescrizioni del giudice, ma viene arrestato

GiudiceIeri i Carabinieri del NOR di Santo Stefano hanno arrestato in esecuzione di un’ordinanza: Patti Antonino, nato a Mistretta (ME), il 12.01.1994. Il giovane che ora si trova ristretto presso il proprio domicilio Stefanese,  era sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora la quale  rappresentava una riduzione delle restrizioni cautelari impostegli dopo che, insieme  ad altri due complici, il 12.07.2013, nella frazione di Villa Margi a Reitano (ME), s’ era reso responsabile d’incendio di un Lido  e di estorsione, in concorso.

La vicenda, subito culminata con una brillante operazione dell’Arma che, smascherando l’intento e le responsabilità del gruppo,  lo avevano arrestato, vedeva il reo dopo alcuni anni di detenzione cautelare in carcere, ottenere la più favorevole misura dell’obbligo di dimora.

Ma quest’ultima, seppur più conveniente, perché lo lasciava libero, non era immune da prescrizioni, dato che lo vincolava a non allontanarsi dal Comune di Santo Stefano di Camastra ed a dichiarare ai Carabinieri di luoghi ed orari in cui sarà reperibile. Tutte queste regole – come accertato dai militari dell’Arma – fra maggio ed agosto 2015, venivano, in più circostanze di tempo, sistematicamente violate dal giovane che, controllato insieme ad altri coetanei gravati da pregiudizi penali, evidenziava un atteggiamento di beffa verso i vari “dispongo” dell’Autorità.

La sua condotta, pertanto, censita con certosina pazienza annotando tempi, luoghi e circostanze veniva – con una comunicazione specifica – sottoposta al nuovo esame dell’Autorità Giudiziaria.

Il GIP di Patti, ritenendo che gli episodi censiti dai carabinieri nel messinese e nel palermitano in cui il ragazzo era stato controllato insieme ad altri gravati da precedenti penali ed coinvolti in operazioni di polizia giudiziaria, costituissero una evidente violazione delle prescrizioni, emetteva una specifica ordinanza di custodia cautelare, sicché, ieri sera, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione dove continuerà a scontare la restante parte di misura cautelare.