San Filippo del Mela, l’ipotesi referendaria e le obiezioni dei Comitati

Secondo chi guida la protesta il referendum dev’essere organizzato in tutto il comprensorio, perché ad essere in gioco è la salute di tutti i cittadini nel raggio di 30 km

manifestazione no css ram milazzo (6)Dopo aver disertato la manifestazione di domenica 27 settembre, il Sindaco Aliprandi di San Filippo del Mela ha annunciato a sorpresa la volontà d’indire un referendum per consultare la popolazione sulla possibilità di costruire l’inceneritore ad Archi. Una presa di posizione per la democrazia diretta che non ha convinto minimamente le tante realtà associative che contestano l’opera.  I Comitati No Inceneritore del Mela, in una nota, mettono nero su bianco le proprie obiezioni: “Chiarito che si tratterebbe di un referendum consultivo e che dunque ai cittadini viene chiesto un semplice parere che può ovviamente essere disatteso, riteniamo una inaccettabile distorsione dello strumento stesso riservare il diritto a pronunciarsi solo ai filippesi. L’inquinamento, i veleni e il sottosviluppo che comporterebbe un mega-inceneritore non osservano i confini amministrativi del comune di San Filippo, ma li attraversano inesorabilmente almeno per un raggio di 30 km in linea d’area. Un referendum solo a San Filippo finirebbe inevitabilmente per distinguere cittadini di serie a, i filippesi, e altri di serie b, tutti gli altri 150 mila. Se referendm dev’essere che sia, ma in tutti i comuni del comprensorio, come fu nel 1989 quando in 22 comuni si disse no al carbone“. La proposta di Aliprandi viene inquadra in un contesto più ampio. “Intanto – continuano le suddette sigle ambientaliste - dal 18 settembre scorso stanno decorrendo i 60 giorni utili per presentare delle osservazioni all’interno della procedura autorizzativa del mega-inceneritore presso il ministero dell’ambiente. Data anche la difficoltà di organizzare un referendum in tempi così stretti, porgiamo alle amministrazioni locali e in particolare alla filippese, a produrre delle buone analisi che possano smontare le motivazioni della rapace A2A e scongiurare l’ipotesi dell’inceneritore. È la produzione delle osservazioni, insieme all’ordinanza di interdizione di trasporto e utilizzo del CSS, l’unico atto concreto che possa rendere veritiere le dichiarazioni d’intenti di Pasquale Aliprandi e degli altri sindaci“.