Regione Calabria, i giornalisti sulla commissione Mef: “adesso il problema cruciale siamo noi…”

Palazzo-Campanella-Regione-Calabria“Abbiamo appreso dell’insediamento della Commissione per la riformulazione delle controdeduzioni alla relazione sulla verifica amministrativa-contabile svolta dal Mef sulla Regione Calabria. Ci sorprende – e non poco – che, nonostante gli oltre mille soggetti sui quali sono stati formulati i rilievi dagli ispettori ministeriali (stabilizzazioni e concorsi di vari profili a dire del Mef illegittimi) e nonostante le circa mille posizioni oggetto di una recente sentenza del Consiglio di Stato (quest’ultime fortunatamente adeguatamente tutelate), una delle questioni definite “cruciali” da affrontare immediatamente sia legata ai giornalisti. Un fatto che consentirà di chiarire definitivamente ogni singola posizione così come già avvenuto – almeno per quanto ci riguarda – durante l’audizione in Commissione di Vigilanza” scrivono in una nota Massimo Calabrò, Natale Licordari, Giuseppe Meduri, Mario Vetere. “In quella occasione il Presidente dell’organismo ed i vari componenti, dopo aver ricevuto e studiato tutto il materiale che ci riguardava, chiarirono il nostro status lavorativo.  Siamo certi – proseguono- che nel corso del lavoro di questa nuova Commissione emergeranno anche evidenti inadempienze, come la mancata applicazione di atti normativi e di provvedimenti amministrativi che ci hanno creato enormi danni professionali. A tal proposito, siamo disponibili ad essere ascoltati dal vicepresidente della Regione prof. Viscomi, del quale è ben nota la grande competenza in materia, che solo da poco tempo ha avuto modo di approfondire le circostanze trattate. Ciò al fine di esporre talune situazioni già conosciute dalla Corte dei Conti e dalla Procura della Repubblica. Le motivazioni – concludono- utilizzate dal Ministero per chiedere la riformulazione delle controdeduzioni – quasi una censura – sono la migliore testimonianza del normale modus operandi di una parte della macchina amministrativa”.