Reggio, Sul: “il consiglio d’amministrazione di Villa Betania prosegue l’attività discriminatoria”

sanità“La Presidente ed il Consiglio d’Amministrazione di Villa Betania proseguono nell’attività discriminatoria rifiutando ogni confronto con il SUL per sfuggire agli interrogativi che questo sindacato pone da tempo. È convocata per domani una riunione con i sindacati dalla quale la Presidenza di Villa Betania ha voluto escludere il SUL perché le posizioni che abbiamo espresso sono chiarissime e, certamente, non disponibili a provvedimenti dannosi per i dipendenti e per la stessa sopravvivenza della struttura riabilitativa. Domani la presidenza di Villa Betania ed altri sindacati sono pronti a firmare un accordo per procrastinare i contratti di solidarietà cui sono soggetti figure essenziali nella gestione della struttura e che sono fra quelli necessari per le norme per l’accreditamento dell’azienda e per il conseguente rimborso dei servizi da parte della sanità pubblica”, scrivono in una nota i rappresentanti del Sul Aldo Libri, Nuccia Romeo, Marinella Bova. ”La Presidenza di Villa Betania ed altri sindacati – proseguono- hanno già scelto di penalizzare queste professionalità indispensabili pur di evitare accuratamente la nostra presenza e (per ragioni per noi incomprensibili o, forse, indicibili) di :

  1. discutere di altri dipendenti che con le norme per l’accreditamento non hanno nulla a che vedere;
  2. accettare la proposta da noi presentata che prevede la messa in mobilità di quei dipendenti che possono transitare al pensionamento senza alcun problema e senza penalizzazioni di nessun genere, rendendo così inutili i contratti di solidarietà, realizzando un risparmio consistente ed aprendosi alla possibilità di un ricambio dentro la struttura con l’assunzione di nuove unità professionalizzate;
  3. verificare se Villa Betania  sia in possesso del DURC (documento di regolarità contributiva), indispensabile perché la sanità pubblica possa liquidare le spettanze per i servizi erogati e, conseguentemente, per la stessa sopravvivenza dell’Associazione Villa Betania;
  4. esaminare il bilancio dell’Associazione per verificare se le consulenze siano tutte indispensabili o se ci si può rinunciare, con il conseguente abbattimento di spesa;
  5. visionare lo stato delle forniture e degli appalti per verificare se possa esserci un risparmio sulle varie voci;
  6. chiarire se ci siano state situazioni di privilegio e di  trattamento non equo fra tutti i dipendenti in relazione alle qualifiche attribuite, ai livelli retributivi ed alle mensilità retribuite, dato che risulta una disparità di trattamento perfino sulle competenze arretrate;
  7. sollecitare la modifica della figura giuridica e dello Statuto dell’Associazione.

Abbiamo tentato – aggiungono- in ogni modo di evitare uno scontro frontale con la Presidenza di Villa Betania senza alcun successo. Anzi, non abbiamo mai ricevuto risposte agli interrogativi posti pur essendo il primo sindacato per iscritti presso la struttura con una adesione organizzata pari ad oltre il 20% del personale dipendente. Infine vorremmo porre un interrogativo al Presidente ed alla Giunta Regionale, al Commissario Straordinario Massimo Scura ed ai Commissari dell’ASP reggina che vanno ad insediarsi: è possibile un intervento dell’autorità pubblica – concludono- per imporre una gestione oculata se una struttura viene totalmente finanziata dai fondi pubblici della sanità, presta un servizio indispensabile alla collettività, crea una situazione di migrazione sanitaria verso la Calabria, ossia è una struttura che deve essere salvata e sostenuta?”.