Reggio, Longo: “no alla chiusura del carcere di Laureana”

carcere-laureana-300x155Di seguito la lettera del consigliere provinciale e vice sindaco di Cinquefrondi Giuseppe Longo al Ministro della Giustizia Andrea Orlando:

Egregio Ministro, sono sempre più insistenti le voci in merito ad una nuova chiusura dell’Istituto a custodia attenuata “L. Daga” di Laureana di Borrello (RC) inuagurato nel 2004. Il L.Daga ha dato lustro al Ministero della Giustiza essendo stato il primo Istituto a custodia attenuata per giovani adulti non tossicodipendenti. I molteplici progetti portati avanti durante gli undici anni di attività, spezzati da un anno di chiusura, e i birillanti risultati conseguiti in termini di reinserimnto dei detnuti all’uscita e di  abbassamento della recidiva rispetto alla media nazionale, hanno certamente favorito l’aumento di altre realtà pentieniziarie omologhe a questa  sparse più o meno in tutta Italia.

L’accesso è stato precluso sia prima della chiusura avvenuta nel settembre 2012 , sia al momento della riapertura avutasi nel settembre 2013, ai detenuti che hanno collegamenti con la criminalità organizzata …

E’ rimasto come elemento della custodia attenuata la firma da parte dei detnuti del “patto trattaementale.

  • Il lavoro come strumento primario per il recupero.. tanto che l ’Istituto può considerarsi la perfetta attuazione dell’art.27 Cost.. cosa evidenziata dallo stesso  Ministro Castelli nel discorso da lui tenuto il giorno dell’inugurazione in data 4 maggio quando sottolineò come  ” probabilmete l’assembela Costituente quando aveva elaborato l’art.27 della cost. aveva in mente proprio l’Isituto L.Daga…
  •  I laboratori di falegnameria e di ceramica hanno realizzato prodotti che erano utilizzabili assieme alle piante grasse prodotte dalle serre.
  • Tra i manufatti realizzati ricordiamo diversi tavoli, grigliati in legno  e fioriere abbelite da composizioni floreali che sono state destinate ad abbellire le aree verdi dei diversi Istituti della Calabria e della Prefetttura di Reggio Calabria.
  • Sempre in questo primo periodo grazie all’aiuto delle direzioni scolastiche territoriali si è dato avvio anche al progetto finanziato dalla Provincia con la collaborazione dell’Istituto alberghiero di Polistena e dell’Istituto commerciale di Rosarno che ha consentito a 20 detenuti di terminare i percorsi d’istruzione già avviati negli Istituti carcerari di provenienza e di conseguire per gli altri attestati di qualifica professionale.
  • Sono stati realizzati con l’ausilio della Regione Calabria: corsi di computer, corsi di ceramica e corsi di serricoltura.
  • Mentre con la sinergia del Ministero della Giustizia e dell’Ambiente, per ciò che concerne il finanziamento,  e della Regione perciò che concrene l’esame finale, è stato realizzato il corso per operatore e manutentore di pannelli solari titolo professionale spendibile sul mercato del lavoro .

Tutto questo in sintesi quello che si è ralizzato Giuseppe Longoantecedentemete alla chiusura. Dalla riapertura del 30 settembre 2013 ad oggi si è continuato a lavorare sulla stessa lunghezza d’onda, nonostante le titubanze dell’Amministrazione Penitenziaria che non ha provato a risolvere la problematica relativa alla mancanza di detenuti per questa struttura, non volendo individuare un target  di detenuti che consentisse una popolazione stabile con la quale potere continuare il lavoro trattamentale caratteristica di tale Istituto …. Nonostante tali difficoltà (la popolazione detenuta ha sempre oscillato tra i 15 ed i trenta contro i 68 che potrebbero essere tranquillamente accolti) si è realizzato

  • Un corso di operatore per il legno con tanto di qualifica che ha conseguito un solo giovane extracomunitario a fronte dei 18 ammessi in prima istanza (e ciò è dipeso dall’esiguo fine pena prescelto in fase iniziale per la custodia attenuata  tre anni   che ha agevolato un continuo turn over con gli effetti dannosi per la buona riuscita del corso interamente finanziato dalla provincia di Reggio Calabria )
  • Si è affidato ad una nuova cooperativa  la sperimentazione di manufatti in vetroresina ( sono stati realizzati sgabelli e tavoli per sale colloqui e docce per celle) e i risultati sono  stati soddisfacenti sia in termini di produzione e di commesse che in termini di assunzione  dei detenuti ( la cooperativa ha sempre assicurato una media di 4 detenuti assunti mensilmente  )

Essendosi registrate molte difficoltà a riaprire tanto il laboratorio di falegnameria quanto quello di ceramica per mancanza di commesse e di maestri d’arte idonei, si sta cercando di riattivare tali laboratori con l’aiuto di Cassa Ammende. Anche le serre stanno per essere riattivate al più presto. Chiudere una tale struttura con tali potenzialità rappresenterebbe un danno per la collettività anche in considerazione di quanto si è già speso. Corretto sarebbe invece studiare il modo per utilizzarla in tutte le sue potenzialità, come per esempio potrebbe essere un valido ponte tra il mondo minorile e quello degli adulti.   Sarebbe quindi auspicabile un gruppo di lavoro che si occupi delle custodie attenuate in genere , in linea con gli orientamenti della comunità europea, definendo dei criteri comuni e con margini più ampi, anziché pensare di risolvere i problemi in termini di spending rewiew nell’ambito dell’arida logica dei soli numeri. 

Giuseppe Longo

Consigliere provinciale