Reggio, incontro promosso dall’Ordine dei Medici sul tema “la tutela della salute nel sistema sangue”

Zema Zampogna - Gaetana Franco“La tutela della salute nel sistema sangue: tra sicurezza trasfusionale, medicina del territorio e ricerca scientifica”: è stato questo il tema della giornata di studio promossa dall’Ordine dei Medici della provincia di Reggio Calabria con il patrocinio dell’Expo Milano 2015. Nell’introdurre i lavori, Antonino Zema, coordinatore della Commissione Formazione ed Aggiornamento dell’Ordine dei Medici reggino ha rammentato gli anni, non troppo lontani, in cui, prima di un intervento chirurgico occorreva importare dalle altre regioni, come il Veneto, le sacche necessarie poiché la popolazione non era sensibile al tema della donazione. “Oggi, fortunatamente, la musica è cambiata – ha rimarcato Zema – ma l’obiettivo resta sempre quello di raggiungere elevati livelli di qualità nel sistema sangue sensibilizzando, al contempo il territorio. La donazione del sangue non vuol dire solo altruismo ma è sinonimo di prevenzione e di salute”. “La donazione del sangue – ha ribadito il Vicepresidente dell’Ordine dei Medici, Giuseppe Zampogna – è importante per garantire la disponibilità ematica in caso di incidenti da politraumi e non solo ma anche in periodi particolarmente critici dell’anno come l’estate, in quanto la donazione non deve andare in vacanza. Tuttavia non è di secondaria importanza il tema dell’appropriatezza a tutela dei pazienti e degli operatori sanitari”. “Reggio Calabria e provincia – ha annunciato con soddisfazione Gaetana Franco, dirigente medico presso gli Ospedali Riuniti – hanno raggiunto livelli di autosufficienza nel sistema sangue. Adesso c’è la possibilità di autogestirci” aggiungendo che “tanto più sicuro è il percorso donazionale, tanto è più sicura la qualità della donazione e non dimentichiamo che, dietro una sacca, c’è un lavoro immane”. Per Paolo Marcianò, Vicepresidente regionale dell’Avis “la sinergia fra i medici italiani e l’Avis si è rivelata un fattore importante per favorire la crescita della donazione”. “Il cittadino/donatore – ha spiegato Marcianò – riunisce in questo gesto salute, prevenzione, impegno e stile di vita”.  Secondo Enrica Pacchiano, presidente regionale del Gadco (Gruppo Avis donatrici cordone ombelicale), “è importante selezionare in maniera corretta il donatore per tutelare il ricevente e fare in modo che il nostro sistema sia sempre più sicuro ed efficace”. Per il presidente provinciale dell’Avis, Antonino Posterino “è fondamentale divulgare la cultura della donazione sul territorio”. Di “sistema qualità” ha parlato Costanza Russetti, esperta nella gestione del sistema mentre Giuseppe Furlò, delegato Simti Calabria (Società italiana di medicina trasfusionale ed immunoematologia), ha approfondito “il ruolo del trasfusionista nel sistema sangue regionale”. Di “buon uso del sangue tra appropriatezza clinica e consumo di emoderivati ed emocomponenti” si è occupato Antonio Gervasi, responsabile facente funzioni del Sit (Servizio di immunoematologia e trasfusione) degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria mentre sulle “tecniche di donazione in aferesi e multicomponenti” ha relazionato Angelo Attinà, dirigente medico presso il più importante nosocomio cittadino. “L’apporto del direttore sanitario nel volontariato del sangue” è stato l’argomento trattato da Pietro Schirripa, direttore sanitario dell’Avis reggina e dirigente medico dell’Asp. Il simposio è stato moderato da Domenico Gallizzi, responsabile facente funzione del Sit dell’Ospedale di Polistena.