Reggio, Fascì: “Ricoveri Riuniti, l’ennesima incompiuta della città”

Reggio, Fascì sui Ricoveri Riuniti: “i lavori si sono conclusi circa 5 anni fa, ma l’opera non è ancora oggi utilizzata”

ricoveri riuniti“Abbiamo ritenuto opportuno accendere i riflettori su un’opera ed un servizio che riteniamo molto importante per la città: parliamo dei “Ricoveri Riuniti”. Intanto i Ricoveri sono fisicamente un palazzo antico ed importante; si tratta di una costruzione che ha più di ottanta anni e che conserva i decori dell’epoca; oggi anche gradevole a vedere dopo l’intervento di ristrutturazione realizzato circa 8 anni fa, grazie al “Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati – anno 2007″ finanziato dal Ministero della Solidarietà sociale. I lavori si sono conclusi circa 5 anni fa, ma l’opera non è ancor oggi utilizzata. Questo in se, purtroppo non è una meraviglia. Reggio presenta purtroppo tante opere incompiute. Ma gli scopi sociali e la storia dei Ricoveri Riuniti ci impongono di sottoporre soprattutto all’Istituzione Comunale visto che l’opera è di proprietà dell’Amministrazione”, scrive in una nota Lorenzo Fascì, segretario provinciale PCdi. “I “Ricoveri riuniti” sono il nome di una storica casa di riposo comunale che si trova nel quartiere “Eremo-Condera; furono istituiti con Regio Decreto del 25 maggio 1931, in seguito al raggruppamento del Ricovero Comunale di mendicità, all’Asilo di mendicità Laboccetta e all’Ospizio Vitrioli – Nava. Insomma la struttura è stata pensata e realizzata per dar ricoveri ai poveri, agli anziani poveri! Quaranta posti letto, 20 uomini e 20 donne, in cui trovano ristoro anziani rimasti soli o in condizioni di salute tali da richiedere una pronta assistenza lungo tutto l’arco delle 24 ore. 

Di strutture così – prosegue- ce ne vorrebbero molte di piùFascì. Il problema della cura degli anziani è un fardello, costoso ed estenuante, per moltissime famiglie. Una questione molto complessa comune e molti territori. Quando la struttura passò all’Amministrazione comunale questa esigenza rimase infatti l’obiettivo dei ricoveri rimase: quello di rendere articolata e funzionale l’assistenza agli anziani. Lo scopo della fondazione costituita dall’Amministrazione Comunale nel 2009 per migliorare la gestione è mirato a perseguire esclusivamente scopi rivolti alla solidarietà sociale a favore di anziani, non autosufficienti, nuclei in difficoltà ed a gestire servizi e strutture affidati dal Comune di Reggio Calabria. Ora se questo è lo scopo, appare davvero singolare che una struttura di siffatta importanza rimanga chiusa. Infatti -aggiunge- c’è oggi un bisogno enorme di dar ricovero ed ospitalità ad anziani in difficoltà, che sono soli; che vivono di una pensione sociale e che quindi che non hanno la possibilità di pagarsi una retta in una casa di riposo privata. Assolvere a tale impegno dare risposta a questi bisogni primari rappresenta non solo un dovere etico ma anche un obbligo di rispetto dei principi costituzionali. Basti pensare l’obbligo di adempiere ai doveri inderogabili di solidarietà sociale (art. 2 Cost.); ma soprattutto al principio enunciato all’art. 38 laddove i padri costituenti hanno indicato la strada: ogni cittadino inabile e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento ed all’assistenza sociale. Ma purtroppo - prosegue ancora- spesso dimentichiamo che la guida della nostra azione soprattutto di chi amministra è costituita dall’insieme dei principi – che sono altrettanti valori – costituzionali. Questo vale ovviamente per le Amministrazioni che si sono succedute nell’ultimo decennio, ma deve essere anche uno sprone per l’attuale e più recente Amministrazione la quale, riteniamo che (pur con le enormi difficoltà rappresentate dall’aver ereditato un debito grande quanto il Monte Bianco) debba mettere a sistema una struttura così antica e bella e non debba dimenticare l’esigenza di attenzione ai bisognosi, soprattutto se anziani e per questo debba mettere in agenda (dar priorità) gli adempimenti necessari per riaprire i Ricoveri Riuniti”, conclude Fascì.