Reggio, elefante muore al Tempietto nell’ultimo giorno del Circo

Reggio: muore l’unico elefante detenuto al circo

ELEFANTE CIRCO LIDIA TOGNI REGGIO CALABRIAIl circo Lidia Togni, attendato a Reggio Calabria dal 24 Settembre al 12 Ottobre, verrà ricordato per uno spiacevole episodio che riporta inevitabilmente l’attenzione sulle sofferenze degli animali reclusi a vita nei circhi ed utilizzati negli spettacoli. Lo afferma in una nota la Lav Reggio Calabria.

Le associazioni animaliste reggine, che tutte le domeniche hanno organizzato un presidio davanti al circo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sofferenze degli animali nei circhi, hanno infatti appreso della morte, avvenuta Lunedì 10 Ottobre 2015, dell’unico elefante detenuto dal Circo Togni, che era stato pure protagonista della foto con Mons. Morosini al momento della benedizione del circo da parte del vescovo. A seguito della triste vicenda, LAV, LEGA del CANE e GREENPEACE chiedono al Sindaco di disporre i dovuti accertamenti per verificare se sia stata prevista un’ autopsia al fine di verificare le cause del decesso e lo stato pregresso di salute dell’animale: è necessario, infatti, capire se il povero pachiderma fosse idoneo non solo ad esibirsi ma anche a sopportare lo stressante stile di vita cui gli animali dei circhi sono sottoposti, anche a causa degli spostamenti periodici costanti che li costringono a vivere su carrozzoni in spazi molto ristretti.
Le associazioni ricordano che, recentemente, La Federazione Europea dei Veterinari (FVE), di cui la FNOVI (l’Ordine nazionale dei Veterinari Italiani è membro italiano), ha reso nota una posizione ufficiale nella quale sottolinea che “l’uso di mammiferi esotici, specialmente elefanti e grandi felini (leoni e tigri) nei circhi riflette una visione tradizionale, ma obsoleta, degli animali selvatici. Questi animali hanno lo stesso patrimonio genetico dei loro simili che vivono in natura, e mantengono perciò gli stessi comportamenti istintivi e bisogni naturali” che “non possono essere soddisfatti in un circo itinerante; soprattutto in termini di alloggi e di rispetto alla possibilità di esprimere comportamenti normali”. La FVE ha concluso raccomandando, pertanto, a “tutte le autorità Europee competenti di proibire l’utilizzo di mammiferi esotici nei circhi in quanto non vi è affatto la possibilità che le loro esigenze fisiologiche, mentali e sociali, possano essere adeguatamente soddisfatte”, precisando come non ci sia “alcun beneficio di carattere di conservazione, ricerca o educazione che possa giustificare l’uso di animali esotici nei circhi”. In Italia non esiste alcuna limitazione all’uso di animali nei circhi, una tematica regolamentata in modo obsoleto con una legge di circa 50 anni fa (Legge 337/1968) . Si stima che circa 2000 animali siano detenuti nei circhi italiani, tra cui 250 grandi felini e 50 elefanti, cifre elevatissime rispetto ad altri Stati. In tutto il mondo, comunque, stanno avvenendo cambiamenti importanti: 23 paesi, tra cui 9 Stati dell’Unione Europea (Grecia, Cipro, Malta, Lettonia, Austria, Croazia, Olanda, Slovenia, Belgio), hanno già vietato l’uso di animali esotici nei circhi e altri 9 Stati dell’Unione Europea (Danimarca, Repubblica Ceca, Svezia, Polonia, Estonia, Finlandia, Ungheria, Bulgaria, Portogallo) hanno limitato l’utilizzo di alcune specie. L’Italia, invece, ancora consente lo sfruttamento degli animali nei circhi, finanziando pure i circhi con soldi pubblici, con circa 3 milioni di euro l’anno.
Sempre più italiani (il 68.3%) sono però contrari ai circhi con animali, come ha rilevato l’indagine EURISPES 2015. Nonostante la passività del governo italiano su questo argomento, moltissimi Comuni italiani si sono attivati e hanno introdotto regolamenti comunali che escludono, dalle specie animali autorizzate al seguito del circo, quelle identificate dalla Commissione Scientifica CITES del Ministero dell’Ambiente come “non compatibili con la detenzione in una struttura mobile”. Anche a Reggio Calabria, le associazioni Lega del Cane, LAV e Greenpeace chiedono al Comune di Reggio Calabria di mettere la parola fine allo sfruttamento degli animali nei circhi, introducendo un regolamento comunale che ne disciplini la presenza sul territorio.A tal fine,a breve, le associazioni presenteranno una proposta accompagnata dalla sottoscrizione di almeno 500 cittadini.