Reggio, approvato il regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura dei beni comuni urbani

palazzo san giorgio“Il Comune propone nella città di Reggio la rivoluzione civica per la cura dei beni comuni. La commissione consiliare “Statuto e Regolamenti” ha approvato all’unanimità dei presenti delle regole nuove per un’amministrazione condivisa. Il Regolamento comunale sull’amministrazione condivisa per la cura dei beni comuni urbani è stato realizzato partendo dai problemi concreti dei cittadini di Reggio, accogliendo le osservazioni delle associazioni di categoria e del terzo settore. L’amministrazione di centrosinistra prova a vincere una scommessa: quella di non lasciare lettera morta quella sussidiarietà iscritta ormai da oltre dieci anni nella nostra Costituzione e che senza una sua traduzione pratica rischia di diventare una grande ipocrisia costituzionale. L’intento è quello di fare dell’apporto dei cittadini al governo della città non un fatto episodico o peggio una supplenza rispetto alle mancanze del pubblico, ma un modo normale di amministrare” scrive in una nota Demetrio Martino, presidente della Commissione consiliare “Statuto e Regolamenti”. “L’amministrazione condivisa, ancor più intorno ai beni comuni, quei beni che non sono né del pubblico né del privato bensì sono beni di tutti, è certamente in grado di migliorare la vita di tutti. Da sempre – prosegue- nella percezione comune le regole e le norme sono viste come lacci e lacciuoli, e invece l’amministrazione comunale vuole riscoprire attraverso il “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani”, l’idea di regole come possibilità: la possibilità di vincere delle scommesse che nascono dalla condivisione, dalla condivisione anche delle difficoltà, degli ostacoli, dei vincoli burocratici che le hanno fin qui impedite o limitate. L’accordo di collaborazione sarà lo strumento con cui Comune e cittadini attivi concorderanno tutto ciò che è necessario ai fini della realizzazione degli interventi di cura e rigenerazione dei beni comuni e conterrà, fra l’altro, gli obiettivi e le azioni di cura condivisa, la durata della collaborazione, le modalità di fruizione collettiva dei beni. Esso potrà, inoltre, contemplare atti di mecenatismo. Il Comune – aggiunge- pubblicherà permanentemente sul proprio sito istituzionale l’elenco, periodicamente aggiornato, degli spazi, degli edifici o delle infrastrutture digitali che potranno formare oggetto di interventi di cura o di rigenerazione, indicando le finalità che si intendono perseguire attraverso la collaborazione con i cittadini attivi. La collaborazione con i cittadini attivi potrà prevedere differenti livelli di intensità dell’intervento condiviso sugli spazi pubblici e sugli edifici, ed in particolare: la cura occasionale, la cura costante e continuativa, la gestione condivisa e la rigenerazione. Per quanto riguarda i beni confiscati alla ‘ndrangheta, verso i quali l’amministrazione comunale nutre un’attenzione particolare dato il loro valore simbolico di lotta e vittoria contro la criminalità organizzata, il regolamento prevederà regole specifiche, conformi alle condizioni prescritte dal vigente codice delle leggi antimafia”, conclude Martino.