Reggio, accertate “inadempienze” nel depuratore di Paterriti [FOTO]

Accertamenti all’interno del depuratore di acque reflue in località Paterriti per violazioni in materia ambientale

prelievo campioni ed analisi a cura Arpacal e LAMNell’ambito della pianificazione del Piano di azione nazionale e transnazionale denominato “focus ndrangheta 2015” coordinata dal Sig. Prefetto della Provincia di Reggio Calabria, finalizzata alla verifica delle criticità ambientali della provincia di Reggio Calabria, personale militare della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria congiuntamente ad altre forze di polizia (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Provinciale di Rc) nonché ai tecnici dell’Arpacal e dei militari specializzati del Laboratorio Mobile Ambientale (L.A.M.) del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, ha provveduto successivamente agli accertamenti effettuati all’interno del depuratore di acque reflue ubicato in località Paterriti del Comune di Reggio Calabria a deferire all’Autorità Giudiziaria la società Rhegion Agua S.c.a.r.l. che attualmente gestisce il depuratore, per violazioni in materia ambientale. Più nello specifico, è stata accertata un’attività di stoccaggio di rifiuto (vaglio di grigliatura) al di là dei limiti temporali previsti per il deposito temporaneo di cui all’art. 183 lett. bb) del D.Lgs 152/2015.
Sempre all’interno del predetto depuratore sono state riscontrate una serie di anomalie al processo di depurazione con malfunzionamenti di alcune apparecchiature.

Oltre a ciò, in area adiacente all’impianto veniva riscontrata la fuoriuscita di acque reflue dalla condotta di scarico (dagli atti acquisiti la condotta è stata seriamente danneggiata da un evento franoso risalente all’anno 2010).
Le predette acque si riversavano non più nel corpo recettore ma sul suolo ed infine nel vallone sottostante i cui esiti analitici dell’Arpacal e del LAM, hanno evidenziato un’alta contaminazione di tipo fecale e la loro non conformità ai valori limite previsti dal D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.. per la quale è stata elevata la sanzione amministrativa nei confronti del gestore del depuratore. Per la risoluzione della problematica venivano inoltre informate gli uffici della Regione, della Provincia e del Comune di Reggio Calabria anche al fine di conoscere le determinazioni che sono state intraprese nel corso di questi anni.

foto dell'impianto di paterritiDurante il controllo, venivano altresì riscontrate anomalie nella compilazione dei registri di carico e scarico rifiuti per i quali veniva elevato a carico della società gestrice una sanzione amministrativa in violazione al Testo Unico Ambientale.

Per la mancanza dell’autorizzazione allo scarico è stato invece sanzionata l’Amministrazione comunale.

La corretta gestione degli impianti di depurazione in generale, compreso il corretto smaltimento dei rifiuti ivi prodotti, devono essere gli obiettivi che ogni amministrazione pubblica deve perseguire, al fine permettere la corretta salvaguardia dell’intero ambiente marino-costiero. In tal senso le attività di tutela ambientale e di monitoraggio proseguiranno nelle prossime settimane giusta attività di coordinamento prefettizio e giuste indicazioni del Procuratore Capo della Procura della Repubblica dott. Federico Cafiero de Raho e del Procuratore Aggiunto dott. Gerardo Dominijanni.