Reggina, si continua con la presunzione: ma quale rimonta, bisogna strappare una difficile salvezza e il club parla ancora di promozione!

Reggina, troppa presunzione anche nelle dichiarazioni in radio e tv: Cozza e Martino fanno imbestialire i tifosi

cozza02Basta proclami, basta promesse, la tifoseria s’è stancata davvero. La Reggina viene da un periodo costellato di promesse, di chi cercava di illuderci che tutto andava bene e invece durante quest’estate ci siamo ritrovati in Serie D con una nuova società, l’incubo (la D) che nessuno voleva vedersi materializzato soprattutto dopo l’eroica salvezza conquistata al San Filippo di Messina. Onore e rispetto nei confronti della nuova dirigenza nelle figure di chi ha messo la mano nel portafoglio per salvare il calcio a Reggio, affinché oggi una città come Reggio Calabria abbia ancora degli uomini vestiti di amaranto in campo con tutto ciò che ne segue. Ma forse la piazza si aspettava molto, si aspettava una partenza sprint e un campionato di vertice come accaduto lo scorso anno a Padova e Siena, come stanno facendo quest’anno Parma, Taranto, Venezia, Piacenza e anche le altre due “big” del girone I, Cavese e Siracusa. L’unica big che sta fallendo persino nei Dilettanti, insomma, è la Reggina.

gabriele martino (2)Il tecnico Cozza, come il Ds Martino, conosce poco la categoria: sono entrambi esordienti nei Dilettanti, si sono immersi in una realtà nuova e in questo periodo tutto sembra andare storto, dalle prove incolore agli errori di dei singoli alla scarsa cattiveria sotto porta. Ci può stare, il calcio è questo puoi anche avere la squadra più forte ma il pallone è così, vince chi mette quel qualcosa in più.

In tanti chiedono il ritorno di Tedesco in panchina ma il vero problema, a nostro avviso, non è l’allenatore. Probabilmente scegliere Cozza è stato un errore, serviva gente di categoria anche per lo staff tecnico (e non lo scriviamo oggi), e Cozza alla Reggina aveva già fallito un anno fa. Ma adesso cambiare mister sarebbe ancora peggio, e probabilmente neanche Mourinho riuscirebbe a risollevare una squadra i cui problemi sono tutti a monte, a livello societario di approccio a questo campionato. Probabilmente, forse, chissà, qualcuno pensava di passeggiare, di vincere facile, e la cosa più grave è che lo pensa ancora, dopo 9 partite con 6 sconfitte, 15 gol subiti, un’umiliante vittoria allo scadere contro i ragazzini della Vigor Lamezia, un penultimo posto in classifica nonostante una gara in più rispetto a molte altre avversarie, compresa quella contro la stessa Vigor appunto, dai tre punti “quasi” certi per tutti.

cozza01Inoltre la cosa che sta urtando più di tutto i sostenitori amaranto sono i proclami che il club continua a fare ogni settimana nonostante il penultimo posto in classifica. Le recentissime dichiarazioni di mister Cozza e del Direttore Martino ad alcune emittenti radiofoniche e televisive ci lasciano basiti. Si parla di 4° posto entro la fine del girone d’andata (tra 9 partite), si parla di promozione, di rimonta, di Lega Pro. Si continua, insomma, a peccare di presunzione! Ed è bene ricordare a chi parla dell’Akragas lo scorso anno, che la squadra di Agrigento ha dominato il campionato con una sola sconfitta, 20 vittorie e 13 pareggi, il primo posto dall’inizio alla fine e dopo 9 giornate aveva 18 punti frutto di 5 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta (l’unica stagionale). Fare paragoni è offensivo.

Queste dichiarazioni stanno – giustamente – scatenando molte polemiche, sembrano più umilianti nei confronti della tifoseria rispetto persino alle prestazioni e ai risultati sul campo. E’ una presa in giro? Lo scriviamo da tempo: serve umiltà, grinta, carattere. Bisogna scendere in campo alla pari con tutti, nel massimo rispetto dell’avversario. Invece no, si continua ad essere presuntuosi. Cozza ha indicato la partita con la Vibonese come “un’occasione di riscatto immediato“. Contro la Vibonese, che è terza in classifica con 16 punti (+7 sulla Reggina) in 8 partite (una in meno della Reggina), a -3 dalla vetta ma con una gara in meno, quindi virtualmente in testa. Altro che riscatto immediato. Il derby con la Vibonese è un derby in cui questa Reggina parte sfavorita e deve lottare con le unghie e con i denti per strappare un punticino d’oro utile alla salvezza, contro una squadra che sta invece lottando per la promozione. Questo dice la classifica, questo dicono i numeri. Invece per Cozza è ”un’occasione di riscatto immediato“, il modo peggiore per preparare il match, per mandare i giusti messaggi ai propri ragazzi e per rispettare un avversario in realtà molto temibile.

Ciccio-CozzaQuesta Reggina ma ha niente in più di Leonfortese e Roccella, anzi. Ogni partita deve essere affrontata con il giusto piglio, con la giusta voglia. Non ci si deve mai permettere di sottovalutare l’avversario solo per il nome, se si vanno ad analizzare le gare degli amaranto le partite migliori (ma solo come prestazione) guarda caso sono state con Cavese e Siracusa, le due “big” del campionato. Con le favorite i ragazzi di Cozza mettono tutto mentre con Leonfortese, Roccella o Rende manca quella convinzione e la cattiveria per portare a casa i 3 punti. Ribadiamo che sembra impossibile che tra un mese e mezzo la Reggina possa essere nella posizioni di vertice, il presente intanto ci consiglia di ragionare partita per partita per non ripercorrere le stagioni fallimentari degli ultimi anni, e di abbassare l’asticella puntando alla salvezza. Perché è il realismo attuale che lo impone. Se poi le cose cambieranno, ben venga ma non ci sarà bisogno di sbandierarlo. Ce ne accorgeremo da soli. Cozza deve rimanere in sella (non tanto per suoi meriti, quanto perché ogni soluzione alternativa sarebbe a questo punto peggiorativa) ma adesso servono i fatti, delle parole la gente ormai è stanca. E per portare i fatti deve essere prima di tutto la società a cambiare atteggiamento, a mettere da parte la presunzione di chi si sente ancora in serie A e di calarsi nei D-I-L-E-T-T-A-N-T-I, una categoria in cui le squadre che stanno battendo la Reggina e dopo 9 giornate hanno già 10 punti in più in classifica hanno organigramma composti da due-tre persone rispetto alle 30-40 della nuova Reggina, i cui calciatori si allenano nel cemento, dietro le gradinate, per strada, i più fortunati nel campo in cui giocano la domenica. E qui ci si continua a lamentare di avere a disposizione soltanto il Granillo continuando a trovare alibi (Cozza addirittura s’è lamentato di non potersi allenare nei giorni di pioggia, ma che vogliono lo stadio coperto?)…

Sperando che il ricorso per la partita contro il Rende non venga respinto: sarebbe probabilmente l’umiliazione più grande e vergognosa di tutte.