Reggina, niente drammi ma adesso bisogna cambiare

rende reggina (1)Sembra che il tempo si sia fermato per la Reggina. Sarà l’aria dello Stretto o il peso di indossare una maglia che dalla retrocessione in serie B nel maggio 2009 di glorioso non gli è rimasto più niente. Eppure i calciatori che ci arrivino con le valigie cariche di entusiasmo al primo alito di vento si smarriscono e non riescono ad incidere come dovrebbero. Al bando gli alibi, al bando i moduli tattici. Questa squadra non ha carattere, vaga per il campo e quel poco che riesce a fare lo fa pure male. È anche sfortunata, ma prendersela con e la dea bendata non è proprio il caso o il momento quando su 7 gare si riesce a sorridere solo in due occasioni.

rende reggina (9)Il derby nel catino del “Lorenzon” se lo aggiudica la formazione di Trocini nella circostanza scesa in campo priva di 7 titolari e con l’uomo più importante in campo, Zangaro, uscito malconcio dopo 25′. Tutti si devono sentire sott’accusa e non puntare il dito solamente verso l’allenatore o il direttore generale. Sicuramente c’è molta supponenza tra i calciatori, i quali affrontano le sfide come se fossero le ultime della stagione e non come recita il calendario di essere appena alla 7ma. Quando in una gara e soprattutto in una categoria dove la cattiveria viene ancora prima dell’aspetto tecnico e dei titoli vinti in passato, ci si presenta parati come se si stesse andando ad una cerimonia ecco che tutto va a rotoli.

rende reggina (14)Con i modesti avversari si è riusciti solamente in 95′ di gioco a vincere un tackle con Roselli nei minuti finali. E quando si tira il piede indietro e non si riesce in altre maniere a creare la superiorità numerica per andare in rete, i moduli non contano proprio un accidenti. È vietato specchiarsi, ma purtroppo sono in tanti quelli che curano il proprio look invece di fare il gioco di squadra. Niente nomi, sarebbe superfluo. Ognuno di loro si faccia un esame di coscienza, perché la città e principalmente quei fedelissimi tifosi che hanno cancellato il passato e si sono stretti attorno a Mimmo Praticó e soci non meritino di subire queste simili brutture. La montagna da scalare è irta di difficoltà e scalarla con le scarpe da passeggio sarà difficilissimo. Non è stato mai annunciato da nessun dirigente la vittoria del campionato, ma l’obiettivo primario ben definito tra di loro è solo quello. Con questo atteggiamento, però, i propositi potrebbero cambiare ben presto limitando i danni con un torneo anonimo. E con 29 battaglie ancora da consumare e la finestra del mercato di riparazione tra due mesi, il sogno può e deve diventare realtà.