Rapporto Svimez: “serve una politica industriale e di riqualificazione delle città”. Napoli capitale geotermica

NapoliE’ necessaria una politica industriale regionale specifica per il Sud affiancata da un programma di riqualificazione urbana delle città, sul modello di Glasgow e Bilbao, e un piano per trasformare Napoli nella capitale della geotermia. Sono alcune delle proposte contenute nel rapporto Svimez presentato a Roma. Per quanto riguarda le politiche industriali, la Svimez propone in particolare: corsie preferenziali per le imprese meridionali per accedere al Fondo Italiano di Investimenti, al Fondo Strategico Italiano e al credito all’export; rafforzamento dei fondi di private equity specifici per il Sud; ripristino delle agevolazioni fiscali per i contratti di rete; rafforzamento dei cluster tecnologici al Sud; prolungamento ed estensione del Piano per il Sud 2013-2016 dell`ICE; Bad Bank e fiscalità di vantaggio. Il rapporto propone di puntare sulla rigenerazione urbana delle città del Sud con ricadute su mobilità sostenibile, efficienza energetica e riutilizzo delle aree industriali dismesse con una “forte ricaduta” sul settore delle costruzioni. Secondo la Svimez “un esempio concreto potrebbe venire, tra le varie città meridionali, da interventi sulla città di Crotone” sul modello delle città di Glasgow e Bilbao “per riconvertire le aree dismesse in parchi urbani, scientifici e tecnologici, musei all`aperto, cittadelle dello sport, infrastrutture per il bacino del fiume Esaro, valorizzazione del sito archeologico dell`antica Kroton”. La stima degli interventi è di 390 milioni di euro. Svimez propone anche il progetto di una Napoli “geotermica e carbon free” visto che la Regione Campania conta 98 pozzi geotermici e 56 sorgenti, di cui rispettivamente 69 e 32 nell`area metropolitana di Napoli. Secondo la Svimez si potrebbero sostituire le caldaie tradizionali con pompe di calore geotermiche per il riscaldamento e raffreddamento di tutti gli edifici, sia residenziali che produttivi, pubblici o privati, per l`intero territorio di Napoli e provincia, pari a oltre 40mila abitazioni, in quattro anni. Il risparmio sarebbe di circa 6600 euro all`anno per fabbricato (660 euro l`anno per famiglia), con un impatto annuo sul Pil napoletano dell`1,4%. La stima dell`investimento sarebbe di circa 510 milioni di euro l`anno, più 100 di manutenzione. I posti di lavoro creati potrebbero essere circa 15mila nei quattro anni.