Messina, Vullo contro Accorinti: l’ordinanza “salva-Piemonte” finisce al Tar

Il manager contesta la scelta del primo cittadino e dà mandato ai legali per ricorrere in sede giudiziaria

foto tratta dai social-network

foto tratta dai social-network

Michele Vullo non ci sta: il direttore generale dell’azienda Papardo-Piemonte ha deciso d’impugnare l’ordinanza di Accorinti rivolgendosi al Tar. Il sindaco, infatti, aveva ratificato l’atto per scongiurare la dismissione dei locali del nosocomio sito nel centro cittadino. Vullo, però, non ha apprezzato l’intervento a gamba tesa dell’Amministrazione e ha dato mandato all’avvocato Parisi di esercitare le contromisure del caso in sede legale. A giudizio del manager, infatti, l’ordinanza “presta il fianco a varia censure sia nel merito che sotto il profilo della legittimità“. Da qui l’idea di ricorrere secondo gli strumenti del diritto. Contestualmente sono emersi più chiaramente i dettagli della collaborazione di Claudio Clini con l’azienda sanitaria cittadina: il fratello dell’ex Ministro, infatti, eserciterà le proprie mansioni “per l’individuazione di pratiche ad alto rischio di inappropriatezza in Sicilia“, incassando 130 mila euro lordi in 2 anni. Un compenso che, secondo la struttura, è frutto della retribuzione media assegnata ad un dirigente medico, incluse le spese sostenute.