Messina, un caso di favismo nei pressi del Salvo D’Acquisto

Vietata la coltivazione e la vendita nelle vicinanze dell’istituto di Contesse

favismoGli agenti della Polizia municipale e gli organi di vigilanza dell’Azienda Sanitaria Provinciale  sono stati incaricati del controllo e dell’esecuzione dell’ordinanza del sindaco, Renato Accorinti, che vieta, con decorrenza immediata, la coltivazione di fave e piselli per un raggio di 300 metri in linea d’aria e la vendita in forma sfusa, per un raggio di 150 metri, dall’Istituto Comprensivo Statale n. 2 “Salvo D’Acquisto” (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria I grado), in via Calispera a Contesse, per tutto il periodo di frequenza di un minore affetto da favismo. E’ inoltre prevista l’estirpazione e la distruzione delle piantagioni di leguminose già sviluppate, eventualmente presenti nella zona, a spese dei proprietari dei terreni. L’ordinanza dispone anche l’eliminazione di fave e piselli dal menù servito alla scuola e il divieto assoluto di introduzione in ambito scolastico dei legumi anche crudi. La vendita di leguminose fresche, preconfezionate in sacchetti sigillati, nel raggio di 150 metri dall’istituto, può essere effettuata solo a condizione che nell’esercizio commerciale, anche ambulante, sia esposto, bene in vista, un cartello che segnali al cittadino a rischio di crisi emolitica da favismo la presenza nel locale di leguminose fresche. Nei confronti dei contravventori è prevista la denuncia all’Autorità giudiziaria (art. 650 del codice penale). Si ricorda che in tutti gli esercizi cittadini, che commercializzano fave e piselli freschi, è obbligatorio apporre bene in vista ed all’ingresso dei locali, idonei cartelli che riportino in modo visibile, chiaro e leggibile, la dicitura “Attenzione zona rischio di crisi emolitica da favismo derivante dalla vendita di leguminose fresche (fave e piselli) sfuse”, come previsto dal provvedimento sindacale n. 59 del 23 marzo 2012.