Messina. Pagheremo caro, pagheremo tutti: la nuova Tari approvata da una ristretta comitiva

Al momento delle votazioni, soltanto diciassette consiglieri erano presenti in Aula. Se la Giunta è morta, il Consiglio non si sente tanto bene

rifiuti messinaUn problema politico, al fondo di questa legislatura, deve pur esserci: perché se la delibera della Tari, quella che prevede un salasso aggiuntivo per i contribuenti dovuto principalmente all’incapacità dell’establishment societario di conferire per tempo i rifiuti in discarica, se il provvedimento approda in Aula – dicevamo – e ad accoglierlo ci sono soltanto 17 consiglieri, è evidente che qualcosa non va per il verso giusto.

Le nostre finanze e la pulizia delle strade cittadine sono affidate a un esercito di assenteisti, un esercito che anziché inchiodare l’Amministrazione alle proprie responsabilità rifugge il confronto nella sala consiliare, nella certezza che quell’atto – in un modo o nell’altro – debba comunque essere approvato celermente. Via il dente, via il dolore insomma.

Dopo dieci ore di Consiglio si viene a creare una situazione ai limiti del paradosso: si aumenta il budget ad una società in liquidazione, destinata a confluire nella Multiservizi che verrà, i cui impiegati costano alla collettività un occhio della testa e con la produttività che tutti constatiamo, vista l’emergenza continua vissuta in centro come in periferia.

palazzo_zanca6_quimessinaNon si può neanche puntare l’indice contro chi quel disegno l’ha lealmente sostenuto: perché quei dieci consiglieri che si sono assunti l’onere della responsabilità in Aula c’erano e c’hanno messo la faccia. Altri hanno preferito eclissarsi, non sia mai debba essere loro addebitata una colpa nella prossima campagna elettorale. Che poi la battaglia sia perduta in partenza, che l’agonia della mala-gestione dei rifiuti si protragga con costi rivisti a rialzo, questo è un dato di fatto con cui faremo i conti a fine anno, stupendoci ipocritamente per com’è andata.

Stessa sorte per la Tasi: dopo un lungo braccio di ferro fra Guido Signorino e il consesso civico, alla fine l’atto è stato approvato con appena cinque voti contrari e con la promessa di nuovi fondi destinati alla manutenzione delle strade, alla protezione civile, alla polizia municipale, alla riqualificazione urbana e al potenziamento del trasporto pubblico.

Frattanto non resta che abituarci all’idea: chi sbaglia paga e i cocci sono nostri.