Messina, l’UNC fa chiarezza sulla Tari: impossibile la class action, basta disinformazione

La sigla di Mario Intilisano condanna le strumentalizzazioni politiche. Chi aderisce alla protesta rischia l’azione di recupero coattiva

rifiuti messina (8)L’Unione Nazionale Consumatori di Messina si dissocia dalla presa di posizione espressa dalle altre sigle di settore contro la Tari. La campagna contro il balzello, a colpi di manifestazioni e class action, viene stigmatizzata dall’UNC. “La tariffa 2015  approvata dal Consiglio Comunale di Messina recentemente è più alta di circa il 5-7% rispetto a quella 2014 e determina mediamente un aumento per una famiglia di 4 persone che vivono in un appartamento di 100 mq di € 30,00 e per una famiglia di 2 persone che vivono in un appartamento di 70 mq di € 18,00. Aumenti pari al 5-7 % della tariffa dell’anno precedente” fanno sapere da Via San Filippo Bianchi, laddove le rimostranze espresse hanno più un sapore politico che una parvenza di difesa dei consumatori.

Non vi è dubbio - aggiungono dall’Unc -  che la tariffa sia elevata a fronte della percezione quotidiana del  servizio reso e che nel resto del Paese vi siano esempi di tariffe virtuose connesse a sistemi di smaltimento più efficienti di quanto non si realizzi in tutta la Regione Siciliana. Non è questa la sede per individuare le cause della tariffa elevata, ma certamente la soluzione al problema non è quella di sollecitare la sottoscrizione di moduli,  ed invitare a non pagare, facendo intendere  che così la tariffa verrà abbattuta dell’80%. Fra l’altro la paventata riduzione, ove fosse esistito un problema sanitario accertato, sarebbe limitato ai soli giorni di mancata effettuazione del servizio, e non certamente a tutto l’anno 2015. Così operando si promuove l’evasione della tariffa che determinerà l’impossibilità all’espletamento del servizio, oltre che  una tariffa ancora più alta per l’anno 2016“.

Foto tratta dai social-network

Foto tratta dai social-network

Ricordando la piaga dei possessori dei 35.000 immobili che avrebbero già evaso l’imposta negli anni passati, la sigla irride l’ipotesi di una class action, impossibile – secondo il Codice del Consumo – contro la pubblica amministrazione. “Si dovrà anche considerare – conclude Intilisano – che, nel caso di mancato pagamento della TARI, gli stessi si esporranno al rischio di una riscossione coattiva, con tutti costi ad essa connessi (è infatti assai probabile che il ricorso venga discusso dopo l’avvio della procedura di riscossione) e si dovrà tenere conto della specifica incidenza del preteso abbattimento (parte variabile della tariffa) sull’intero importo comunque dovuto. Andranno anche valutate attentamente  le concrete possibilità di accoglimento dei ricorsi e soprattutto la probabilità di subire una condanna alle spese di causa che può scaturire qualora un  qualsiasi ricorso giudiziario non venga accolto”.