Messina, Cucinotta si difende: non sono omofobo, il Pd sia un partito realmente pluralista

Il consigliere comunale replica a chi lo ha criticato e contesta la sospensione imposta dalla segreteria regionale: “come credente non potrei mai essere sessista”

nicola cucinottaNicola Cucinotta, il consigliere comunale del Pd finito nel centro del ciclone dopo le sue esternazioni orgogliosamente omofobe, ha voluto correggere il tiro delle sue dichiarazioni pubbliche, tornando almeno in parte sui suoi passi. In un lungo e appassionato intervento sulla sua pagina Facebook, l’esponente consiliare ha respinto le accuse: “io non sono né omofobo, né razzista, né troglodita, né sessista! Perché un credente come me non può e non deve essere tale. Ed io esprimo appunto le posizione di un credente. Punto“.

Sotto il profilo politico, Cucinotta ribadisce la propria appartenenza al Pd e difende la sua libertà di giudizio in maniera voltairiana: “oggi mi ritrovo a dover scagionare la mia persona solo per aver esplicitato un mio pensiero, da credente, su un social network. È curioso che chi oggi invoca tolleranza sia il fautore di una campagna mediatica denigratoria atta a delegittimare il mio operato e il mio ruolo istituzionale. L’imposizione di un solo punto di vista, in democrazia come nella vita, a prescindere dall’oggetto del contendere, è sempre un segnale di notevole decadimento. La maieutica, il confronto sofistico, invece, fanno e arricchiscono le varie anime identitarie di un partito che in Sicilia continua ad apparire disattento sulle vere questioni che interessano la città di Messina e la Sicilia“.

Fausto Raciti - foto LaPresse

Fausto Raciti – foto LaPresse

Vorrei che si chiarisca, una volta per tutte, che non sono il promotore di una legge omofoba, ma un semplice assertore dei principi tradizionali di famiglia. Ciò non significa - continua Cucinotta – negazione di qualsivoglia diritto in merito. Sono sempre stato favorevole ad un’estensione dei diritti anche alle coppie di fatto e/o omosessuali. Ciononostante sono contrario ad ogni forma di ostentazione della propria sessualità, qualunque essa sia, nonché alle adozioni gay perché se è un diritto avere il proprio orientamento sessuale, lo è ancor di più per un bambino l’essere cresciuti ed educati da un uomo e da una donna, secondo una logica tradizionale avallata peraltro dal legislatore. E questo è un punto di vista condiviso anche da molti – certo, non da tutti – omosessuali con cui ho avuto modo di interagire e con i quali ho avuto modo di stringere durevoli legami di amicizia”.

Non poteva mancare la stoccata a Raciti, il segretario regionale reo di averlo sospeso. Dichiarandosi certo del supporto della Commissione di Garanzia, Cucinotta si dice pronto a chiarire il senso delle proprie esternazioni in questa sorta di tribunale improvvisato. “Ai membri del mio partito che, con i loro atteggiamenti inverecondi, volti a denigrare la mia persona, hanno costruito un ‘caso politico’, dico soltanto questo: avere il coraggio delle proprie idee non è un atto di codardia, ma un valore che voi non potrete sopprimere. Ogni essere umano, laico, cristiano o ateo che sia, parla in base alla propria prospettiva. Il pensare in modo diverso non trasforma in nemici!“.

Infine la solidarietà dei colleghi di Palazzo Zanca, da Paolo David a Giuseppe Santalco passando per Francesco Pagano, che hanno espressamente manifestato la propria vicinanza al consigliere sospeso: “La libertà di pensiero – scrivono i tre in una nota congiunta – ed una diversa visione di eticità nelle sue varie sfaccettature non possono essere motivo né di allontanamento, né di messa alla gogna da un punto di vista partitico e di lobby“. Da qui l’auspicio che il provvedimento punitivo possa essere ritirato.