“Ma quanto è dura la salita”, uniti per riportare in alto l’amato vessillo amaranto

Reggina Leonfortese (1)“Ma quanto è dura la salita” recitava una canzone di Gianni Morandi, le difficoltà della salita le sta vivendo sulla propria pelle sia la Reggina che il pubblico di Reggio Calabria. Basta chiudere per un secondo gli occhi e la mente torna a quella rete di Tonino Martino, la cavalcata vincente di Mazzarri, le vittorie con Roma e Juventus, le gesta di Pirlo e Cozza, Kallon e Amoruso passando per Nakamura e Bianchi. Se riapri gli occhi ecco invece il traumatico passaggio dal San Siro di Milano al Lorenzon di Rende, la serie D è la nuova realtà e la massima serie è ormai un tenero e bellissimo ricordo. E’ finito tutto, è terminata un era ma rimane intramontabile la passione e la voglia del popolo amaranto di tornare in alto e stupire ancora tutti. Ormai è storia, adesso si riparte da zero con una nuova società e nuove esperienze. Un bandiera come Cozza ha accettato la sfida, il lavoro non è di quelli facili e in queste prima giornate le delusioni hanno preso il sopravvento sulla gioie. Pensare a un Reggina così fa male ma per raggiungere le vittorie bisogna soffrire.

Di sofferenze il popolo reggino ne sa qualcosa. Penalizzazioni, ricorsi, avvocati, mancati pagamenti e intanto la caduta libera di serie in serie accompagnate dalla rassegnazione di una tifoseria che è sempre stata vicina alle sorti dei ragazzi con il vessillo amaranto sul petto. Adesso siamo ripartiti, sembra che va tutto male, sembra che quell’agonia non avrà mai fine. Bisogna stare uniti e sostenere i nuovi protagonisti che ringrazieremo per non averci lasciato senza calcio sennò al bar di cosa parleremo, chi criticheremo, come faremo a sentirci tutti allenatori? 3500 abbonati in serie D bastano più di mille parole, Reggio ha fame di calcio. Un messaggio chiaro a calciatori e staff tecnico, sarà loro dovere non deluderli.