La nota del Ministero segna il fallimento della Giunta: CapitaleMessina rinnova le proprie perplessità sul Piano di Riequilibrio

Paolo Bitto manifesta scetticismo sulla linea adottata da Guido Signorino: le criticità del documento contabile rischiano di travolgere Palazzo Zanca

palazzo_zanca6_quimessinaI rilievi del Ministero posti al Piano di Riequilibrio non rappresentano atti dovuti, come lascia intendere il vice-sindaco Guido Signorino, ma costituiscono semmai la pietra tombale sui progetti contabili del Comune, progetti la cui fragilità era nota a tutti e che adesso è stata riscontrata anche dagli uffici romani del Viminale.

E’ questa la posizione espressa da CapitaleMessina tramite il coordinatore del tavolo tecnico Finanza Pubblica Paolo Bitto. “La risposta che l’amministrazione deve dare al Ministero degli Interni ed alla città è chiara: quali sono i tempi per la rielaborazione cognitiva del piano e per l’approvazione e conseguente trasmissione del bilancio di previsione 2015/2017 in forma analitica?” chiede polemicamente quest’ultimo ricordando il balletto istituzionale che ogni anno si ripropone in Aula, fra una Giunta perennemente in ritardo e un Collegio dei Revisori dei Conti costretto a vagliare parametri confusionari.

Resta per il momento sullo sfondo l’ombra minacciosa della Corte dei Conti, cui spetterà l’ultima parola sui programmi sinora varati da Palazzo Zanca. Frattanto CapitaleMessina ha voluto rinnovare le proprie riserve sulla futura Multiservizi: l’Amam che verrà dovrebbe essere il fiore all’occhiello del governo cittadino, ma le speranze che in essa vengono riposte sarebbero – a giudizio di Bitto – decisamente ottimistiche. “La motivazione principale sbandierata da questa amministrazione per giustificare il trasferimento  dei servizi di igiene ambientale dalla MessinAmbiente S.p.A. all’AMAM S.p.A. è stata quella del  vantaggio che il sistema avrà nel far gestire il servizio ad una società non appesantita da oneri finanziari dovuti alla consistente situazione debitoria. Ma siamo sicuri che la situazione debitoria dell’AMAM sia più leggera di quella di MessinAmbiente? A quanto ammontano i debiti dell’AMAM S.p.A.? Esistono procedure esecutive nei confronti della società?” ha chiesto ancora Bitto a nome dell’associazione che rappresenta.