La Certosa di Serra San Bruno, un tesoro immerso nel silenzio del bosco

Il viaggio nella Certosa di Serra San Bruno è un viaggio interiore

Certosa di Serra San BrunoNella casa dei certosini, sulle serre calabre, in provincia di Vibo Valentia è tutt’intorno il silenzio a dominare la splendida architettura bizantina che accoglie i monaci, mentre gli enormi faggeti e castegnati che la circondano in un ricchissimo bosco che ospita anche il più antico abete bianco in Europa, paiono doverla difendere dal mondo. Si può anche aver girato il mondo ma l’incontro magico con il silenzio che circonda le alte mura della Certosa dona un senso di pace e di quiete interiore. Le donne invece no, non sono ancora ammesse a visitare la Certosa. Per fortuna nel 1993 è nato Il Museo della Certosa, su impulso della comunità monastica di Serra San Bruno, per creare un legame con il mondo reale che presenta nelle sue sale anche una importante rassegna di immagini sulla storia di questo luogo sacro. Una porta che i monaci hanno aperto per poter accogliere pellegrini e turisti in uno spazio di riflessione e di conoscenza. Nei boschi che circondano il monastero si trovano segni di questa spiritualità, sui sentieri che hanno visto camminare i certosini durante le loro passeggiate settimanali, e nelle piccole chiese e nelle tradizioni religiose di Serra San Bruno. I certosini costituiscono l’ordine religioso eremitico, fondato nel 1084 da San Brunone di Colonia. La preghiera vocale e mentale forma è l’occupazione principale di questo ordine che si applica però allo studio e ai lavori manuali; vivono in piccole celle separate; vestono rozza tonaca di lana bianca, con cintura di cuoio e scapolare con cappuccio, producono i formaggi che vengono venduti ai turisti proprio attraverso il Museo.
Fino alla morte di San Brunone che avvenne nel 1101, i certosini non avevano ancora avuto regole scritte. Soltanto nel 1128 il quinto priore della Grande Chartreuse, Don Pietro Guigo, dettò le Consuetudini che in breve ebbero la forza di una legge per tutte le altre comunità. Attorno a questo nucleo primitivo di regole, si formò poi lo Statuto certosino, approvato da Alessandro III nel 1176. Tra il 1903 e il 1913 fu portato a termine il restauro della chiesa seicentesca di S. Maria dell’Eremo, mentre i lavori del 1976 e il 1979 misero in luce i resti dell’originaria costruzione normanna e un ossario del primo secolo di vita certosina.
L`Abbazia ospita anche una biblioteca non visitabile, che contiene più di 25.000 titoli e rappresenta un affresco di rilevante importanza della storia spirituale della Calabria. Dopo il terremoto del 1793 fu ricostruita anche la grotta dove San Brunone pregava e dormiva. Arrivarci percorrendo la suggestiva passeggiata nei sentieri del bosco, ricco di erbe aromatiche e officinali dona momenti di grande serenità. Nell`ampio piazzale all’interno del bosco c’è anche il Laghetto dei Miracoli dove è immersa la statua di San Bruno, a ricordo delle penitenze(tra cui quella di lavarsi nelle acque gelide) che il santo offriva a Dio.
Il file rouge tra realtà e mito è sottilissimo in questo angolo di paradiso immerso nel bosco, ma certamente la Certosa di Serra San Bruno è un luogo altamente contemplativo, ed è stato pellegrinaggio di molti personaggi illustri.
Quando il fisico Ettore Majorana, allievo di Enrico Fermi scomparve a 32 anni, lo scrittore Leonardo Sciascia ipotizzò che in realtà si fosse ritirato a vita eremitica nella Certosa di Serra San Bruno anche se ciò fu sempre negato dai monaci dell’ordine certosino. Papa Giovanni Paolo II quando il 5 ottobre 1984 andò in visita alla Certosa, nel suo discorso però menzionò la passata presenza di personaggi illustri tra cui il fisico.
Della Certosa di Serra San Bruno fu ospite invece Lennann Leroy, un reduce americano della Guerra di Corea, ma confuso con il pilota che sganciò la bomba atomica a Hiroshima. Anche Papa Benedetto XVI il 9 ottobre 2011 fece visita alla Certosa.