I lavoratori della Fondazione Calabria Etica: “siamo stanchi di essere trattati come burattini”

mobilitazione dei lavoratoriI lavoratori dei progetti ex art. 34 della Fondazione Calabria Etica scrivono: “siamo stanchi di essere trattati come burattini e di essere presi in giro dai componenti della Giunta Regionale, dal Direttore Generale del Dip. Lavoro e formazione dott. De Marco, e dal commissario liquidatore della Fondazione stessa Prof. Donato”. Per mesi siamo stati imbrogliati e truffati, dopo l’occupazione della sede della Fondazione avvenuta nei primi giorni di Agosto, che si era resa necessaria per far sentire la nostra voce, ci avevano rassicurato sull’imminente pagamento delle nostre spettanze, addirittura l’assessore Roccisano ci aveva promesso che al massimo (vista la pausa estiva) saremmo stati pagati entro e non oltre il 28 agosto scorso. Ci metto la faccia – questo aveva detto davanti a testimoni e davanti agli agenti della Digos sempre presenti alle trattative nei giorni dell’occupazione e nei giorni immediatamente successivi. Per questo motivo la protesta era stata sospesa in attesa di quanto promesso. Nelle more, però, nonostante le suddette rassicurazioni - affermano i lavoratori – ciascuno di noi riceveva presso il proprio domicilio una “bella” lettera, datata addirittura 10.08.2015 (la protesta si concluse il 05.08.2015), da parte dell’allora commissario straordinario della Fondazione Dott. Carmelo Barbaro, che ci comunicava una “presa d’atto di una nota del 05.08.2015 inviata dal Dipartimento Lavoro e Formazione di Preavviso della rescissione della convenzione del 07.10.2014” relativa proprio ai bandi art. 34”. Cosicchè il Commissario Barbaro ci comunicava “la cessazione anticipata del rapporto corrente con questa Fondazione”, senza, però, riferire alcunchè rispetto alle ragioni che avevano portato a questa improvvisa scelta. In buona sostanza, proprio durante l’occupazione, il Dott. De Marco, che davanti ci tranquillizzava, dietro stava firmando il decreto con cui annullava con un tratto di penna i progetti per i quali eravamo stati assunti e/o incaricati. Ovviamente, molti di noi, preoccupati per questo ennesimo raggiro, si recavano in dipartimento per chiedere lumi in merito. Ebbene -proseguono- in quell’occasione il Dott. De Marco, alla presenza di Franco Iacucci, ci riferiva di aver emesso il suddetto decreto n. 1314 già in data 22.07.2015 (iscritto, però, nel registro dei decreti dei Dirigenti della Regione Calabria con il n. 8212 solo il 06.08.2015), e di averlo fatto in quanto ormai – a suo dire – non vi era più tempo per procedere alla conclusione dei progetti entro il termine del 31.12.2015, termine ultimo per la rendicontazione richiesta dall’UE. Allo stesso tempo, però, ci rassicurava nuovamente circa il fatto che aveva provveduto ad un altro decreto assunto il 06.08.2015 n. 1458 e iscritto al registro dei decreti dei Dirigenti della Regione Calabria con il n. 8287 (questa volta “stranamente” il giorno dopo 07.08.2015) con cui aveva provveduto a liquidare l’anticipazione prevista per i progetti ex art. 34 in favore di Fondazione Calabria Etica, per una somma complessiva pari ad € 444.375,00, utile a coprire almeno cinque mensilità per ciascuno dei collaboratori. Tant’è vero, che nel testo del suddetto decreto egli stesso scriveva “considerato che…necessita fare fronte agli impegni assunti con la sottoscrizione della convenzione suddetta fino alla sua risoluzione…”. Detto ciò, quindi, ci riferiva, insieme a Iacucci “i soldi sono in Fondazione, quindi il Commissario straordinario Barbaro vi deve pagare”. A questo punto chiedevamo alla Fondazione di provvedere, perlomeno, il pagamento delle suddette mensilità, proprio in virtù della suddetta liquidazione.

Ebbene – ribadiscono i lavoratori – mentre pensavamo di Fondazione Calabria Eticaessere giunti alla fine del percorso di questo estenuante gioco dell’oca, ci siamo imbattuti nelle risposte negative del Commissario Carmelo Barbaro che ci riferiva che non ci poteva pagare perché lui ormai era già stato esautorato da una Delibera di Giunta Regionale (la n. 280 del 04.08.2015) con la quale era stata disposta la messa in liquidazione della Fondazione Calabria Etica ed era stato nominato anche il Commissario liquidatore nella persona del Prof. Valerio Donato. Quindi, “egli non poteva intaccare il patrimonio della Fondazione”. Ovviamente, preoccupati per quanto stava succedendo, ci siamo recati nuovamente presso la cittadella regionale – affermano i lavoratori – per capire come fosse possibile che nonostante ci fosse la copertura e la liquidazione delle somme il Commissario si ostinasse a non pagare. Da qui la “famosa” telefonata della Roccisano, sempre alla presenza di Iacucci, che “invitava” il Dott. Barbaro a provvedere ai pagamenti in quanto non esisteva alcuna messa in liquidazione in quanto la nomina del prof. Donato non era stata ancora firmata dal Presidente della Giunta. Ma Barbaro non ha mai provveduto al pagamento. Dopodiche’, alla fine di Agosto veniva firmato l’incarico in favore del Prof. Donato dal Presidente Oliverio e successivamente il nostro interlocutore è diventato quest’ultimo. Il quale, dapprima ha preteso una serie di documentazione da parte del dipartimento e da parte di De Marco, prendendosi almeno 20 giorni per decidere, dopodichè ci rassicurava, anch’egli, che alla fine di questa fase di studio ci avrebbe pagato.

Ebbene, nonostante i venti giorni siano ampiamente trascorsi e, soLavoratoriprattutto, nonostante il Prof. Donato abbia ricevuto in data 18.09.2015, da parte del Dott. De Marco, una esplicita nota nella quale gli veniva comunicata l’avvenuta “verifica di coerenza della documentazione da parte dell’apposita Commissione di Valutazione prot. N. 267681 del 14.09.2015…e considerato che la coerenza stessa è stata espressa in relazione ai punti A) e B) dei contratti stipulati, coerentemente allo svolgimento effettivo del progetto…Si conferma la coerenza svolta dai Collaboratori dei Progetti affidati, rispetto agli obiettivi progettuali, ai fini della liquidazione ai collaboratori della spettanze relative ai mesi sopra evidenziati (vale a dire dicembre, gennaio, febbraio, marzo ed aprile 2015), la cui anticipazione pari ad € 444.350,00 è stata effettuata a codesta Fondazione con D.D.G. n. 8287 del 07.08.2015”; il Prof. Donato ha ritenuto e ritiene di non poterci pagare. E’ stato riferito ancora che parte delle somme impegnate per le spettanze dei contrattualizzati – quelle giustappunto individuate ed esplicate nella predetta nota- dovranno invece essere impiegate per far fronte ad altre spese della ( fu) Fondazione Calabria Etica del genere luce, telefono, gas e corrispettivi vari in tal modo decurtando l’ammontare dei soldi destinato ai lavoratori stessi e così determinando che quest’ultimi si debbano fare carico dei costi dell’Ente. Quindi, in questo assurdo gioco dell’oca siamo incappati nella casella “torna indietro alla partenza” – questo affermano i lavoratori del progetto ex art 34 della Fondazione Calabria Etica – ma i dadi non li abbiamo certo lanciati noi, bensì altri attori al posto nostro, che in questi mesi ci hanno rassicurati ma ci hanno solo preso in giro. Ad essere stati presi in giro, però, sono padri e madri di famiglia che hanno svolto regolarmente l’attività lavorativa loro demandata e non, senza ricevere nemmeno un euro di retribuzione e per la quale, legittimamente, attendevano il legittimo corrispettivo che probabilmente non arriverà se non dopo un riconoscimento giudiziale, magari dopo anni e anni passati da un Tribunale ad un altro. I lavoratori – fanno sapere infatti – che non ci fermeremo di fronte a niente fino a quando non saranno riconosciuti i nostri diritti e quanto prima agiremo nelle sedi giudiziarie opportune ( non innanzi al Tar come erroneamente riportato da qualche testata), valutando eventuali profili penali e/o di danno erariale, per vedere meglio tutelare i nostri interessi e quelli dei nostri figli, anche perché chi di dovere dovrà rendere conto del perché non sono stati versati i contributi previdenziali ai co.co.pro. (infatti risultano versati solo per i primi due mesi), impedendo di fatto agli stessi di chiedere anche l’indennita’ di disoccupazione (oltre il danno la beffa!!!), e del perchè non sono state pagate le ritenuta d’acconto ai professionisti incaricati”, concludono.

Foto di repertorio