Expo, novità a tavola: dal muscolo di grano al liquore di lumaca

liquore di lumacaDa chi in Calabria ha inventato la carne senza carne facendo gustare in tranquillità porchetta, fiorentina e salumi rigorosamente ottenuti dal grano e quindi privi di trigliceridi e colesterolo a chi in Campania ha avuto la brillante idea di produrre un singolare liquore di lumaca, molto apprezzato dai palati più raffinati, fino alla stalla hi tech che consente di allevare in Abruzzo i maiali direttamente da casa attraverso il web per garantirsi carni pregiate e tracciate. Sono queste solo alcune delle rivoluzionarie novità in arrivo sulle tavole arrivate alla finale dell’Oscar Green, il premio alle imprese più innovative promosso dai giovani della Coldiretti in occasione della prima giornata dedicata alla creatività Made in Italy ad Expo.Per raggiungere nei prossimi decenni l’obiettivo fissato di ‘Nutrire il pianeta energia per la vita’, l’Esposizione Universale si è trasformata per la prima volta nel palcoscenico mondiale dell’innovazione. Dalla Sicilia è arrivato il seed saver spaziale che ha recuperato con passione antichi ecotipi locali di legumi e cereali minacciati di estinzione che sono stati selezionati da Agrotec, l’azienda che si occupa dell’approvvigionamento degli astronauti, per portare i suoi legumi nello spazio mentre un giovane vivaista marchigiano – sottolinea la Coldiretti – ha ideato le stravaganti torte di prato o cup cake come centro tavola da gustare. Sull’ambiente ha scommesso anche il virtuoso progetto di chimica verde per produrre biocombustibile dalla pianta di cardo in Sardegna come alternativa alla grave crisi della petrolchimica mentre in una Spa Resort nel cuore dell’Umbria è stata inserita una vera e propria isola del gusto di Campagna Amica per poter far apprezzare ai clienti i sapori autentici del territorio, ma anche inserendo l’agricoltura locale fin dentro i cosmetici utilizzati per autentiche ‘coccole contadine’. Tra i giovani finalisti di Oscar della Coldiretti c’è anche l’ultimo agricustode dell’isola di Torcello di Venezia nel Veneto, oggi visitata da milioni di turisti, ma anche scelta da colonie di fenicotteri. Lui è l’unico imprenditore agricolo rimasto a presidio del territorio e dell’isola e passa le sue meravigliose giornate a coltivare i carciofi e a preservare la casa museo dimora di molte opere d’arte. Dei veri e propri gioielli alimentari sono stati creati inserendo nel pregiato vino siciliano e nelle gelatine polvere d’oro 23 carati, ma sull’innovazione di prodotto – continua la Coldiretti – ha puntato anche chi in Friuli ha brevettato la stravagante macchina per spillare polenta alla spina o chi in Toscana ha ideato una strepitosa app salvatruffe per tutelare il vero extravergine d’oliva. Tutta la storia delle piante, dal ramoscello staccato dall’olivo madre all’ultimo olio con quel ramoscello, che diventato pianta, si trasforma in un certificato disponibile a tutti gli appartenenti al circuito dell’extravergine toscano e nelle etichette dei suoi clienti, attraverso codici ‘Qr’. Sulla tracciabilità completa si basa anche l’esperienza di un giovane imprenditore che per puro caso si è imbattuto in una nuova avventura aziendale cominciando a produrre in Emilia Romagna con successo mondiale cachemire Made in Italy, dalla capra all’atelier. Mentre dal Togo è arrivata la prima produttrice di cioccolata a chilometri zero che non si è accontentata di esportare il cacao, ma ha iniziato a trasformarlo sul posto.Se c’è chi sfruttando gli antichi locali aziendali ha rispolverato pellicole e poltrone per inaugurare in Puglia il primo Agricinema non mancano quanti si sono impegnati nel sociale come tre donne molisane, una preside, una direttrice del carcere e una educatrice che hanno compreso che, se si vuole evitare la fuga dal carcere, bisogna aprire le celle e far impegnare i detenuti in attività agricole all’aria aperta in centro città. E ancora – conclude la Coldiretti – il progetto virtuoso tra il Comune di Salerno e le scuole per lottare insieme il sovrappeso dei bambini in un territorio dove l’incidenza dell’obesità infantile è ben superiore alla media italiana.