Emergenza idrica a Messina: ultimi aggiornamenti

Foto Andrea Di Grazia/Lapresse

Foto Andrea Di Grazia/Lapresse

In relazione all’emergenza idrica cittadina, si forniscono i seguenti aggiornamenti.

-Questa mattina il Dirigente dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste che all’interno dell’Unità di crisi costituita in questa Sede ha assunto il ruolo di sovrintendere alla redistribuzione delle autobotti, ha effettuato presso l’Autoparco Municipale una prima ricognizione dei mezzi disponibili per il rifornimento idrico. Oltre alle autobotti già impiegate sono stati immediatamente utilizzati altri due mezzi messi a disposizione dall’Esercito e sono state nuovamente individuate le priorità di approvvigionamento secondo un ordine già prestabilito in Prefettura.

-Al fine di  incrementare i punti di distribuzione nei vari quartieri cittadini il Dipartimento regionale della Protezione Civile nel pomeriggio di ieri aveva ottenuto la disponibilità di alcuni Comuni di questa Provincia e di quella di Catania all’invio di ulteriori 10 autobotti che stanno per  giungere in città.

-La distribuzione sul territorio, come sopra evidenziato,  è curata dall’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste d’intesa con l’Autoparco Municipale e l’AMAM secondo le indicazioni che verranno loro fornite dai Presidenti delle Circoscrizioni Comunali riunitisi stamane, insieme ai predetti Enti, per concordare le modalità operative .

-Stamattina si è inoltre appreso che da parte della Protezione Civile Regionale è stata assicurata la copertura dei costi per l’approvvigionamento, attivato dalla Prefettura, a mezzo nave cisterna della Società Marnavi S.p.A, la quale giungerà in porto intorno alla h.22,00.

-Nel frattempo in località Calatabiano sono intervenuti anche tecnici dell’Ufficio del Genio Civile coordinati dall’Ing. Capo il quale, parimenti come il Dirigente dell’Ispettorato ripartimentale Foreste, integra l’Unità di crisi costituita presso questa Prefettura, dal quale si è appreso che da qualche ora si sta immettendo gradualmente acqua nella condotta di Fiumefreddo nell’ordine di circa 300  l/sec per verificare la resistenza delle tubazioni, scongiurando lesioni ulteriori che potrebbero pregiudicare l’intervento.