Due anni fa il naufragio a Lampedusa: la strage procurò oltre 400 vittime

Migranti (3)Dare un nome ai morti del naufragio di Lampedusa sfruttando ogni mezzo a disposizione: fotografie, documenti, oggetti personali, tatuaggi, campioni di dna. E’ l’obiettivo del progetto che l’ufficio del Commissario straordinario del governo per le persone scomparse sta portando avanti in queste settimane. Sono passati due anni dalla tragedia che provocò la morte di 368 persone al largo di Lampedusa, naufragio che portò di lì a poco al varo dell’operazione umanitaria Mare Nostrum. “Si tratta di un lavoro che ha anche un grande significato etico. Finora – dice all’Adnkronos il Commissario di governo per le persone scomparse, prefetto Vittorio Piscitelli - siamo arrivati a riconoscere 28 salme: 23 maschi e 5 femmine, 27 eritrei e un etiope, tutti di età compresa tra i 17 e i 34 anni”. “Sono in corso colloqui con 61 famiglie. La nostra speranza -aggiunge – è che i parenti possano raggiungere l’Italia per contribuire al riconoscimento dei corpi. Per rintracciarli chiediamo anche l’aiuto delle organizzazioni umanitarie presenti nell’area del Corno d’Africa, dalla Croce Rossa a Migrantes, all’Oim”. Nel frattempo, sono in corso di svolgimento le operazioni di recupero dei morti del drammatico naufragio del 18 aprile scorso, quando furono 700 le persone scomparse in mare nel Canale di Sicilia: “Al momento sono 118 i corpi recuperati, altri 35 sono in fase di recupero”, spiega Piscitelli.