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Da Bolzano a Reggio Calabria, ecco gli 8 luoghi abbandonati più belli d’Italia

In viaggio da Nord a Sud, alla scoperta degli 8 luoghi abbandonati più belli d’Italia

pentidattilo pentedattilo (2)Forse solo in pochi sanno che in Italia è possibile visitare molti luoghi suggestivi, ormai, abbandonati che destano stupore e meraviglia negli animi di chi li osserva. Da Nord a Sud, l’Italia è ricca di questi luoghi, che resistono ai cambiamenti climatici, grazie ai continui lavori di restauro. Iniziamo allora dal paesino di Curon Venosta, in provincia di Bolzano. Nel 1950, infatti, fu costruita una grande diga che sommerse l’intero abitato. Del paesino, rimane ancora visibile il campanile raggiungibile a piedi, quando il lago gela. Secondo una leggenda, in inverno, è possibile sentire le campane suonare.

Ebbene si, molti di questi luoghi sono legati a leggende che, generano molta paura e timore. Tra queste ricordiamo la storia di Pentedattilo, a Melito di Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria. Il paesino, ormai, disabitato è avvolto dalla leggenda legata alla strage degli Alberti. I marchesi di Pentedattilo furono uccisi dal barone Bernardino Abenovoli, innamorato della marchesina Antonietta, che fu a sua volta promessa sposa ad un altro uomo, scatenando così l’ira del barone. La leggenda vuole che nelle sere di luna piena si possano sentire le grida dei morti che reclamano vendetta. Il nome del paese è dovuta alla sua caratteristica forma, che pare mostrare una mano con tutte le dita. Molti di questi luoghi hanno, infatti, caratteristiche particolari; molti altri sembrano, invece, divenire parti integranti del territorio.E’ il caso del Vallone dei Mulini, a Sorrento in provincia di Napoli. Questo Vallone è stato originato da una violenta eruzione dei Campi Flagrei, più di tremila anni fa. Proprio qui fu costruito un mulino, all’epoca molto importante, di cui oggi sono rimasti solo i ruderi. Il mulino è ricoperto, ormai, da erba e rami dando l’impressione che sia parte integrante del terreno.

Un altro esempio molto simile è il Cristo degli Abissi, a San Fruttuoso in provincia di Genova. Nel 1954, infatti, sul fondale della baia di San Fruttuoso fu posta una statua di Cristo. L’idea fu di Duilio Marcante, che a causa della morte per immersione di Dario Gonzatti, decise di dedicargli l’opera. La statua fu posta nel fondale grazie al contributo della Marina Militare Italiana ed impegnò un gran numero di subacquei. Le braccia rivolte al cielo, simboleggiano la pace.Se di immersione parliamo, non possiamo di certo dimenticare il paese sommerso di Vagli Sotto in Toscana. Il lago di Vagli è un lago artificiale, creatosi a causa dei lavori che hanno interessato la diga circostante e che hanno portato ad un aumento del livello delle acque. Innalzandosi, le acque hanno sommerso alcune zone circostanti tra cui il borgo Fabbriche di Careggine, che riemerge in superficie ogni volta che il livello dell’acqua si abbassa. Ogni tot di anni, il lago viene svuotato per procedere ai lavori di manutenzione riportando alla luce le 31 case in pietra, il cimitero, le arcate del ponte, il campanile in rovina e la chiesa romanica di San Teodoro. Un altro borgo storico abbandonato fu il paese di Craco, in provincia di Matera. Negli anni Sessanta, infatti, a causa di una violenta frana fu evacuato il centro storico, che nonostante le volontà degli abitanti, non fu più possibile ripopolare sia a causa di un’alluvione del 1972 che a causa del terremoto del 1980.  Ad oggi, il borgo è tutelato dalla World Monuments Found.

Sempre disabitato è il borgo medievale di Rocco Calascio, in provincia dell’Aquila, al cui interno è possibile visitare il castello, che è stato più volte oggetto di diversi restauri. Ad oggi è una delle attrazioni turistiche più belle dell’Abruzzo. Se di attrazioni turistiche si parla, non possiamo di certo dimenticare una delle più strane di tutta Italia. Si tratta della Las Vegas della Bianza, a Consonno in provincia di Lecco. Agli inizi degli anni Sessanta, il luogo fu raso al suolo e tutti gli abitanti furono costretti a fuggire. Il borgo fu demolito per poter realizzare una sorta di Las Vegas italiana, una città dei divertimenti con edifici di qualsiasi forma e altezza. Nel 1976, però, una frana isolò Cosonno costringendo l’imprenditore il conte Mario Bagno, ideatore del progetto ad abbandonarlo del tutto. Per coloro che sono appassionati di archeologia urbana, il posto è l’ideale, addirittura è possibile acquistarlo a soli 12 milioni di euro.