Assolto Erri De Luca: adesso i giudici siano coerenti

Il caso del letterato crea un pericoloso precedente. Possibili ripercussioni di un giudizio che, pur dissentendo, siamo tenuti ad accettare

Foto Marco Alpozzi - LaPresse

Foto Marco Alpozzi – LaPresse

Abbiamo stabilito che l’esortazione di Erri De Luca a sabotare la Tav non costituisce un reato: l’istigazione a delinquere non è stata riconosciuta in giudizio. Le sentenze si possono discutere, ma vanno rispettate. Sempre.

E’ passata, dunque, la linea del romanziere. Questo, però, crea un precedente cui gli stessi organi giudiziari dovranno guardare con oggettività. Se, ad esempio, intestandosi la protesta di certi quartieri disagiati, gli attivisti di CasaPound inviteranno o esorteranno i propri militanti a sabotare con ogni mezzo le strutture entro cui i profughi saranno ospitati, esempio di scuola non tanto lontano dalla realtà stando ai recenti e mesti episodi di cronaca, i giudici non potranno prendere di mira il “pericolo fascista” secondo quanto imporrebbe la logica, ma dovranno riconoscere che l’opinione non rappresenta un reato, che essa non può essere punita.

Foto Simone Bergamaschi/ LaPresse

Foto Simone Bergamaschi/ LaPresse

Se viene riconosciuto il diritto alla resistenza, in spregio all’ordinamento, esso deve poter essere invocato da ciascun cittadino, sia un reduce di Lotta Continua o un avanzo posticcio della galassia neofascista. Un ordinamento democratico non può fare eccezioni in funzione del grado di cultura posseduto, pena l’iniquità di fondo del sistema.

Analogamente gli intellettuali tutti dovranno muoversi, d’ora in avanti, come un sol uomo per difendere la libertà di chicchessia, anche di Salvini quando auspica il passaggio delle ruspe sui campi rom. Ed Hollande, così solerte ad esercitare pressioni nei confronti del premier in caso di condanna, sarà tenuto – in ossequio al Libertè, Egalitè, Fraternitè – a supportare certi pittoreschi personaggi dal profilo inquietante, tessendo una trama internazionale per difendere la loro libertà di critica. Il caso De Luca può far scuola, insomma. Lo accettiamo, decisamente a malincuore.