Archeologia, arriva il robot subacqueo grazie ad un progetto calabrese

robot subacqueoVengono presentati oggi al Castello di Baia, dove ha sede il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, i risultati di Comas, un progetto di ricerca e sviluppo finanziato dal PON Ricerca & Competitività 2007‐2013, che ha messo a punto nuove tecnologie per la conservazione e il restauro del patrimonio archeologico sommerso. Il progetto, coordinato dall’Università della Calabria, è il frutto della collaborazione sinergica fra diverse aziende (Wass, Ageotec, Syremont e 3D Research), enti di ricerca (Scuola Superiore S.Anna di Pisa, Istituto di Biorobotica) e l’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro. Nell’ambito del progetto è stato fabbricato un set di strumenti meccatronici innovativi per poter supportare il lavoro dei restauratori subacquei. In particolare è stato sviluppato il prototipo di un robot subacqueo a controllo remoto equipaggiato con una speciale camera ottico‐acustica in grado di effettuare una ricostruzione 3D on‐line ed un braccio meccanico dotato di una spazzola rotante per effettuare la pulizia periodica delle strutture immerse. Messi a punto anche un ROV (Remotely Operated Vehicle) attrezzato per poter documentare lo stato di conservazione dei beni sommersi ed effettuare la manutenzione periodica e nuovi materiali con proprietà consolidanti e antimicrobiche che possono essere applicati sui materiali lapidei direttamente sott’acqua. Testati anche nuovi materiali fotocatalitici a base di biossido di titanio che inibiscono la formazione del biofouling e quindi la ricomparsa della colonizzazione biologica sui materiali lapidei.