Squadra antimafia 7, Calcaterra e Rosy Abate: una storia infinita

La Duomo è tornata, comincia col botto la settima stagione di Squadra antimafia tra torture, sparatorie e colpi di scena

squadra antimafiaE’ cominciata ieri sera 9 settembre, su Canale 5 la 7 serie della fiction che racconta gli intrighi, i crimini, le complicità delinquenziali, gli intrecci tra poteri forti, cioè tra mafia e politica, tra colletti bianchi e manovalanza, che alla ricerca di guadagni ingenti non esitano a seminare delitti, morti, crimini efferati anche di minori con spregiudicatezza e crudeltà inaudite. Con la prima puntata abbiamo avuto un antipasto pesante, difficile da digerire. Abbiamo incontrato Calcaterra, il tenebroso Vice questore , lì dove l’avevamo lasciato la scorsa stagione, sotto tortura dai suoi sequestratori, i potenti malavitosi Maglio, che alla ricerca affannosa della “chiave” dell’Archivio di Crisalide, misterioso  oggetto materiale e metaforico, non si risparmiano nulla. Sembra che Calcaterra sia un superuomo impermeabile per sopravvivere alle più atroci sevizie anche se orami siamo abituati a vederlo superare ogni ostacolo. Organizzata l’evasione del Sindaco coinvolto nei loschi affari , è proprio Veronica Colombo, questa donna spregiudicata a comandare le operazioni;  Calcaterra e la  compagna di tortura, il Commissario Ferretti, sono legati e bloccati al muro da grosse catene come bestie feroci. Per riuscire ad avere notizie dell’importante “oggetto dei desideri” viene rapita la figlia minorenne della Ferretti, la quale, per salvare la ragazzina, dichiara di avere  lei la chiave. La situazione è complicata, ma c’è un osservatore nascosto al quale nulla sfugge, l’onnipresente De Silva. Gli ingredienti ci sono tutti per un’altra  stagione rovente. Alla prossima.