Reggio, Uil: “il sistema educativo della Calabria sconta l’inefficienza della Regione”

migranti a scuolaLa Sezione Uil scuole paritarie e private della Provincia di Reggio Calabria denuncia “le gravi inefficienze e il totale pressapochismo della Regione Calabria nell’erogazione dei contributi statali per le scuole paritarie e dei finanziamenti regionali per i nidi d’infanzia che sono alla base delle difficoltà che stanno attraversando molte delle strutture educative dell’intera Regione Calabria. Mentre tutte le altre Regioni hanno da tempo erogato tutte le risorse finanziarie attribuite, alle scuole paritarie, con decreto interministeriale del 25 novembre 2014, la Regione Calabria assegnataria di €. 5.327.344,00, pur avendo ricevuto tali somme sin dal 28 aprile 2015 (iscritte in Bilancio regionale il 21/05/2045) solo l‘8 settembre scorso ha disposto l’erogazione di un parziale acconto. Ciò -prosegue- in contrasto con quanto concordato con l’apposita convenzione stipulata con l’Ufficio scolastico Regionale con la quale la stessa Regione Calabria si era impegnata ad adottare il provvedimento di ripartizione delle risorse entro 30 giorni dalla data di iscrizione in Bilancio regionale. Di fatto siamo giunti all’inizio dell’anno scolastico 2015/2016, mentre i fondi riguardano il 2013/2014, per apprendere che la Regione Calabria ha disposto, solo ora, l’erogazione di un acconto di €. 2.500.000,00, sostanzialmente, meno del 50 % delle risorse assegnate a favore delle 400 scuole paritarie. Nel solito linguaggio politichese, con un apposito comunicato stampa, la Regione Calabria sottolineava che “pur nelle difficoltà di bilancio, è stato deciso un intervento motivato dalla consapevolezza delle condizioni di difficoltà in cui opera questo settore” come se l’erogazione di queste somme fosse una concessione e non una precisa incombenza della Regione, tenuto conto che le somme sono in Bilancio regionale da parecchio tempo, quale assegnazione di risorse dello Stato, fondamentalmente un incasso che doveva trovare contropartita in un correlativo obbligo di versamento. Invece la Giunta Regionale, con faziosi ritardi, dispone solo oggi l’erogazione di una quota parte delle somme all’uopo assegnate. A quando il concreto invio alle scuole paritarie? A quando l’erogazione delle somme residue? L’assessore di competenza vuole motivare alle scuole paritarie e alle migliaia di insegnanti ed educatori, che in esse prestano la loro opera educativa, le ragioni dei ritardi e il mancato pagamento di tutte le risorse assegnate dallo Stato? E soprattutto forse è il caso di chiarire che tali somme non sono un finanziamento diretto della Regione Calabria, ma risorse finanziarie indirizzate dal Ministero dell’Università e della Ricerca alla stessa Regione. A meno che la Giunta regionale non intendesse tale importo come aggiuntivo a quelle già assegnato dallo Stato. Attendiamo lumi in tal senso! Sul fronte dei contributi finalizzati alla realizzazione di nidi d’infanzia, inerenti l’avviso Pubblico emanato dalla Regione Calabria del 2011, con graduatoria definitiva nel 2013, le cose vanno anche peggio, tenuto conto che l’avviso prevedeva che le attività individuate nel programma di intervento di ciascun soggetto attuatore dovevano concludersi in soli sei mesi.

Difatti il bando obbligava i soggetti privati, assegnatari di primo giorno di scuolafinanziamento, al rispetto di un cronoprogramma di soli sei mesi, per realizzare in toto l’intervento previsto comprensivo di tutte le fasi: progettazione, costruzione e avvio del nido d’infanzia. Di contro, paradossalmente, la Regione Calabria ha impiegato ben due anni per definire la sola graduatoria e in seguito alla firma delle relative convenzioni, pur avendo i soggetti privati rispettato i vincoli temporali, la Regione non ha adempiuto ai propri impegni contrattuali, non erogando i finanziamenti assegnati agli aggiudicatari e creando le condizioni opposte a quelle per le quali era stato originariamente emanato lo stesso avviso pubblico: cioè far chiudere i nidi d’infanzia che negli ultimi quattro anni, dal 2011 ad oggi, sono stati avviati dagli organismi sociali. Tali inefficienze e pressapochismo hanno condotto le scuole paritarie e i nidi della Regione Calabria al collasso finanziario, i gestori sino ad oggi, con mille difficoltà, hanno sostenuto le anticipazioni, avviato le attività, mantenuto in esistenza i servizi educativi; ma oggi rischiano di non avere più le risorse per continuare a sostenere tali attività, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro di insegnati ed educatori che prestano le loro attività soprattutto nei servizi per l’infanzia e compromettendo irreversibilmente anche gli investimenti finanziari sostenuti sin ad ora. In questi ultimi anni - ribadisce la nota- gli Enti gestori non sanno mai nulla di certo e gli uffici regionali rimpallano sempre le responsabilità con i precedenti funzionari o non sono in grado di dare concrete prospettive in termini temporali, in una perfetta tecnica dello scaricabarile. L’incertezza genera dipendenza, per cui chi chiede la disponibilità dei finanziamenti necessariamente è vincolato a coloro che gestiscono i flussi finanziari. Si tratta di un mondo capovolto, secondo cui chi è titolare di un diritto è costretto a chiedere il favore a chi è preposto al funzionamento del meccanismo. Questo arbitrio garantisce alle burocrazie e alle logge di potere di alcune associazioni di categoria un enorme potere di interposizione, che permette loro di usufruire di ampi privilegi. E così le scuole paritarie ed i nidi non sanno mai il quanto e il quando, anche se tutti i mesi devono retribuire gli stipendi ai dipendenti e far fronte alle spese di gestione. I lavoratori - aggiunge la nota- del sistema educativo dell’infanzia e i gestori sono delusi, preoccupati e assieme alla sezione della Uil scuola paritaria e privata di Reggio Calabria intendono rimanere vigili affinché venga rimesso in moto e garantito il sistema educativo della Calabria, puntando su competenza, snellimento delle procedure burocratiche, autonomia, libertà di educazione, merito ed innovazione. Oggi è sempre più difficile creare posti di lavoro, soprattutto nell’ambito dei servizi per l’infanzia, gli organismi del privato sociale che vogliono avviare processi che implementino la valenza educativa dei servizi per la prima infanzia, che affrontino il tema della conciliazione tra famiglia e lavoro, che sostengano e affianchino le famiglie sui temi dell’educazione, sviluppando processi di apprendimento per favorire il benessere e la crescita dei bambini, sono ostacolati dalle incapacità amministrative dei settori regionali di riferimento e scoraggiati dal porre in atto iniziative di sostegno alla crescita dei servizi per l’infanzia in un sistema integrato della Regione Calabria che stenta ancora a decollare. Si attendono – conclude la nota- immediate risposte con la speranza che il nuovo Assessore all’istruzione e alle Politiche sociali, Federica Roccisano, abbia la consapevolezza che la svolta per la nuova giunta e una nuova chance per i bambini Calabresi passano proprio dal suo Assessorato”.