Reggio, traffico internazionale di droga: chiesti 80 anni di carcere per sei persone

Reggio, processo per sei individui responsabili di traffico internazionale di droga: nel corso delle indagini furono scoperti e sequestrati quasi 400 chili di cocaina purissima

processoCondanne a complessivi 80 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti sono state chieste dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri e dal pm distrettuale Paolo Sirleo a carico di sei persone processate con il rito abbreviato. Diciannove anni di carcere sono stati chiesti per Rocco Ameduri, 44 anni, di Roccella Jonica; otto anni per Salvatore Agostino (47), di Gioiosa Ionica; 18 anni per Pietro Bellucci (52), di Torino; 16 anni per Demetrio Tripodi (46), di Melito Porto Salvo, di fatto residente a Vigevano; 19 anni per Marino Vallelonga (35), residente a Caulonia. L’accusa, inoltre, ha chiesto al gup la condanna alla pena pecuniaria di 800 mila euro e l’interdizione delle attività per un anno per la società ‘La Mercantile’ di Daniele Dotti, con sede a Uboldo, in provincia di Varese, operante nel commercio internazionale di legname. Il processo è scaturito dall’operazione denominata “Ulivo 99″ (dal nome dell’account di posta elettronica utilizzato da uno degli indagati), eseguita lo scorso anno dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Roccella Ionica, dopo le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia che hanno permesso l’acquisizione di importanti elementi in relazione all’esistenza del sodalizio criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti che operava lungo l’asse Bolivia – Olanda – Romania – Santhià (VC) e Gioiosa Ionica. Al vertice del gruppo gli inquirenti hanno posto Giuseppe Jerinò, rampollo dell’omonima “famiglia” di ‘ndrangheta, noti come “manigghia” per la capacità di infiltrare la pubblica amministrazione della locride. Nel corso delle indagini furono scoperti e sequestrati quasi 400 chili di cocaina purissima, individuati nei porti di Cacupemì (Paraguay) e Rotterdam e occultati in piccoli spazi all’interno di profilati metallici e in listoni di parquet.