Reggio, Nasone: “gli insegnamenti nella scuola hanno influito nella scelta di collaborazione con la giustizia dell’11enne della Piana”

Tavolo per il patto educativo territoriale ic Falcomat-Archi“La scuola deve molto valorizzare la scelta fatta dall’undicenne della Piana di Gioia Tauro che, destinato dal padre a diventare un ragazzo delle ‘ndrine, adesso con l’aiuto della madre, sta collaborando con i giudici rivelando organigrammi e segreti della cosca. Su di lui e sul comportamento della madre hanno certamente influito gli insegnamenti al coraggio civico fatti dalle nostre scuole”. E’ quanto ha affermato Domenico Nasone, nella doppia veste di docente e di coordinatore dell’associazione Libera di Reggio Calabria, intervenendo ai lavori di insediamento del Tavolo di attuazione del Patto Educativo Territoriale proposto dall’istituto comprensivo Falcomatà-Archi. “Come docenti siamo d’esempio e nei ragazzi dobbiamo creare quella presa di coscienza necessaria nelle nostre tante realtà di degrado sociale, a non avere paura di dire quelle cose. Di rifiutare come ha fatto il piccolo della Piana, di crescere nel triste mondo della ‘ndrangheta; di impedire, come ha fatto la madre che “i miei figli crescano secondo ideali e valori sbagliati”. Convinta adesione al Patto educativo è venuta anche dal Presidente del tribunale di Reggio Calabria giudice Luciano Gerardis, ispiratore del progetto Civitas, iniziativa che ha lo scopo di creare occasioni di incontro e dialogo tra i cittadini e le loro organizzazioni sociali e tutte le realtà del mondo della giustizia. Il suo intervento è stato teso a condividere il percorso “comune di ideali e di metodologie educative” della scuola reggina, e quindi, a sollecitare la “solida unione tra le tantissime positività presenti nella nostra società. “Molte sono sommerse – ha affermato Gerardis – ben vengano quindi, le occasioni che costruiscono la loro messa in rete per sviluppare insieme progetti educativi volti ad affermare la legalità, il senso civico, la volontà di esercitare i diritti”. L’amministrazione comunale è qui e collaborerà con le proprie competenze istituzionali – ha dichiarato l’assessore alla cultura del Comune di Reggio, Patrizia Nardi – con tutte le agenzie educative presenti in città che sviluppano progetti di crescita culturale e civile. C’è una situazione di pantano da cui dobbiamo assolutamente uscire, è forte la presenza della criminalità organizzata, ma anche di una asfissiante zona grigia che blocca i tentativi di crescita che la comunità cittadina sta sviluppando da mesi insieme con l’amministrazione. Il Patto educativo proposto va nella direzione di fare rete tra istituzioni, la scuola, docenti e alunni e famiglie, per costruire una generazione nuova che vuole un profondo cambiamento civile”. Parlare di corresponsabilità e di patto educativo territoriale – ha affermato il dirigente dell’ic Falcomatà-Archi, Serafina Corrado, coordinando i lavori – significa riconoscere che l’educazione dei giovani non compete esclusivamente o separatamente alla scuola, alla famiglia, ai soggetti presenti nel territorio, ma a tutti in reciproco concorso di responsabilità e di impegni”. Con il documento proposto “si vogliono individuare e precisare modalità e forme di presenza con le quali si può realizzare un autentico coinvolgimento e patto educativo tra tutti i soggetti attivi nel territorio per realizzare l’unità dell’atto educativo, indispensabile per la crescita umana integrale dei giovani”. Per la dirigente Corrado “il riconosciuto problema dell’educazione dei nostri ragazzi, nel nostro contesto territoriale ha generato l’esigenza di integrare, all’interno del progetto d’Istituto, l’esercizio quotidiano di cittadinanza teso al riconoscimento dei diritti di ciascuno ed alla percezione dei propri doveri, e di rifiuto di qualsiasi forma di contiguità tra società del diritto e società della sopraffazione”. “Il principio pedagogico che testimoniamo ai nostri ragazzi - ha dichiarato ancora la dirigente dell’ ic Falcomatà-Archi – è che “insieme si può”, che la squadra è da preferire al fuoriclasse all’interno di una comunità. La solitudine espone a rischio attacchi; consorziarsi per la costruzione del bene comune diventa anche conveniente e un sicuro porto per il raggiungimento dei fini istituzionali”. All’incontro di avvio del nuovo Patto Educativo, hanno pure preso parte il colonnello Alessandro Barbera per il Comando Provinciale Guardia di Finanza, il comandante della stazione carabinieri di Archi, maresciallo Sgroj, i rappresentanti delle associazioni “Le Muse”, “Aratea”, “Itaca”, “Francesco Amendolea” di Archi, dell’Istituto Italiano per l’Anticorruzione, del Gruppo Scout di Archi, di diverse scuole d’infanzia privata tra cui “Scarabocchiando”, “ Scuola Attiva”, “La casa di Alice” e “ Zero sei”.