Reggio, martedì iniziativa dal titolo “Vox quaedam. L’espediente narrativo del suono nella favola di Amore e Psiche

AMORE-E-PSICHE“Vox quaedam. L’espediente narrativo del suono nella favola di Amore e Psiche (Apuleio, Met. IV 28-VI 24)” sarà al centro della conversazione che il Dott. Amos Martino, dottore di ricerca in filologia classica, presso il Dipartimento Civiltà Antiche e Moderne, Università di Messina, terrà martedì 29 settembre alle ore 18,00 presso la Sala di San Giorgio nel corso di un incontro promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos. All’interno delle Metamorfosi di Apuleio, il solo romanzo che il mondo latino ci ha tramandato per intero (il Satyricon di Petronio è a noi giunto in modo frammentario) trova spazio la favola di Amore e Psiche, (“in quaedam civitate” comincia lo scrittore che noi possiamo tradurre con il classico “c’era una volta”) che occupa il quarto, quinto e sesto libro del romanzo, una delle più note della letteratura occidentale. Amore (Eros) si innamora della giovane Psiche figlia di un re ma per amarla pone alla fanciulla la condizione che Ella non tenti mai di vederlo. Psiche, istigata dalla sorelle invidiose, mentre il dio dorme gli si avvicina con una lampada a olio e una lama nel timore che l’amante, che non vuole essere visto, celi in realtà un mostro. Ma ecco che dinanzi alla luce della lampada si mostra Amore in tutta la sua luminosa bellezza e Psiche emozionata a quella vista lascia cadere una goccia d’olio dalla lampada che brucia Amore. A quel punto Eros, visto che il patto è stato infranto, si invola precipitosamente abbandonando Psiche la quale soltanto dopo una serie di peripezie (o prove iniziatiche) può essere perdonata e ricongiungersi all’amato. La favola fu fin dall’antichità interpretata in senso allegorico (si ricordi che in greco Psiche significa anima) a significare l’eternità dell’anima e la redenzione. E’ inoltre da sottolineare che nell’ultima delle prove che Venere le ha imposto, Psiche, ancora una volta vittima della sua curiosità “femminile” viola l’ordine della dea e sta per soccombere quando le viene in aiuto Eros in persona a dimostrazione che l’anima, da sola, con le sue proprie forze, senza l’aiuto divino, non riesce a superare le prove. D’altra parte l’intero romanzo, che prende l’avvio dall’imbestiamento di Lucio trasformato in asino a causa della sua curiosità e come asino attraversa una serie di prove che si concludono con la sua conversione a Iside, indica proprio un viaggio iniziatico. Sulla Favola si è esercitato l’ingegno degli studiosi e, ancora oggi, la bibliografia continua ad arricchirsi di nuove pubblicazioni e commenti. Tuttavia, non ha ancora trovato sufficiente risonanza l’uso del tema musicale che ricorre all’interno di questa novella. Nel corso della conversazione lo studioso farà vedere come Apuleio dia al suono un ruolo preciso e utile allo sviluppo della trama narrativa della bella fabella.