Reggio, lettera della Cisl al sindaco e all’assessore alla polizia municipale

Cisl-SiciliaDi seguito la lettera del coordinatore provinciale polizie locali della Cisl, Giuseppe Falcone al sindaco di Reggio, l’assessore alla polizia municipale, al Segretario Generale, al Dirigente Affari Generali, al Responsabile Relazioni Sindacali, ai Dipendenti Settore P.M.:

Oggetto: chiarimenti sul tavolo tecnico effettuato in data 10 settembre 2015 e risposta a successive dichiarazioni rilasciate da altra sigla sindacale.

Com’è noto alla cittadinanza e soprattutto ai dipendenti del settore della Polizia Municipale, il giorno 10 settembre 2015 alle ore 10.00, lo scrivente Coordinamento ha avuto un incontro con l’Amministrazione del Comune di Reggio Calabria e precisamente con l’Assessore alla Polizia Municipale, l’Assessore al Bilancio e il Dirigente del settore Finanze, con l’unico fine, in quella circostanza, di risolvere il problema del mancato pagamento delle indennità varie già maturate che spettano agli operatori della Polizia Municipale. L’incontro, come ampiamente già comunicato, ha avuto l’effetto di far predisporre il pagamento di parte dell’indennità di turnazione e dell’ordine pubblico sin da settembre 2015 invece che dal prossimo mese, così come da impegno preso dall’Amministrazione e a seguire nei mesi successivi. Il tavolo tecnico, si badi bene, non incontro con delegazione trattante, è stato richiesto più volte dalla Cisl Fp a mezzo di lettere inviate via PEC, pertanto nessun obbligo rimane in capo all’Amministrazione nonché all’Organizzazione Sindacale richiedente in merito al mancato invito di altre sigle, soprattutto se le sigle sindacali sono non rappresentative in quanto non firmatarie di contrattato collettivo nazionale di lavoro non godendo, pertanto, delle agibilità sindacali, infatti esse non possono non solo non sedere ai tavoli con la delegazione trattante ma addirittura non possono indire assemblee del personale in orario di lavoro, non possono usare bacheche sindacali, ecc., pertanto, l’idea del SUL di adire le vie legali nei confronti dell’Amministrazione per comportamento antisindacale così come previsto dall’art. 28 della L. 300/1970 (c.d. Statuto dei Lavoratori) è fantasiosa e priva di fondamento in quanto non si può rivendicare un diritto che non si ha. Cosa altrettanto grave e che questa Organizzazione Sindacale spera che l’Assessore Muraca voglia immediatamente smentire, sperando si tratti di un errore di stampa o di altro errore è quando dichiara di trovarsi d’accordo con un’esponente sindacale aziendale del SUL in merito al disarmo degli agenti della Polizia Municipale che lavorano dentro il Comando adducendo fantasiosi risparmi di denaro per l’Amministrazione. Questa ORRENDA interpretazione delle normative in materia di polizia locale preoccupa, e non poco, il suddetto Coordinamento Provinciale delle Polizie Locali per il grave allarme creato ai colleghi della Polizia Locale, già soffocati dai continui ritardi nei pagamenti delle indennità, nel momento in cui è uscita fuori la balzana idea di togliere loro ciò che la legge italiana gli attribuisce, cioè l’indennità di vigilanza. Il rappresentante aziendale del SUL, nonostante sia un’appartenente al settore della Polizia Municipale, evidentemente disconosce, ed conseguentemente anche il SUL, la normativa che regola l’armamento degli operatori della Polizia Municipale (L. 65/1986 e D.M. 145/87). I 95 euro circa che prendono gli agenti, nulla hanno a che vedere con l’arma che portano, ma si tratta dell’indennità di vigilanza che viene attribuita per effetto della legge agli operatori della P.M. per le funzioni che essi ricoprono (di polizia giudiziaria, di pubblica sicurezza e di polizia stradale, così come previsto dall’art. 5 della L. 65/1986), pertanto non può essere tolta dall’Amministrazione e tantomeno essere oggetto di contrattazione decentrata. Per quanto riguarda l’arma data in dotazione ad ogni agente, ciò viene fatto in quanto, con decreto del Prefetto, esso diviene agente di pubblica sicurezza, salvo accertamento dei requisiti previsti sempre dalla L. 65/1986. L’Amministrazione può decidere di togliere l’arma anche a tutti gli agenti o solo a parte di essi ma non può, in alcun modo, non pagare l’indennità di vigilanza (i 95 euro) in quanto trattasi di somma legata alle funzioni che vengono svolte e non al possesso dell’arma. L’armamento viene normato con apposito regolamento sulla polizia municipale adottato dall’Amministrazione, prevedendo solo il porto dell’arma se in via continuativa o meno, come viene svolto il servizio armato, le esercitazioni di tiro, ecc. ma sicuramente non può decidere sull’indennità di vigilanza, non essendo neanche oggetto di contrattazione decentrata ma, si ripete, un istituto previsto dalla legge italiana.

Per quanto concerne l’idea di sopprimere l’ufficio del personale, premescisl bandierasa la totale competenza in materia di organizzazione degli uffici e dei servizi da parte del dirigente del settore, non si può minimamente condividere la proposta. Esso ha funzioni importanti e delicate dal momento che il Corpo della Polizia Municipale è un settore che, come ampiamente condiviso dalla dottrina e dalla giurisprudenza, non può intendersi come una semplice ramificazione della struttura organizzativa dell’Ente ma, date le sue peculiarità, deve avere una gestione indipendente e capace di autogestirsi. Basti pensare alla diversa articolazione oraria rispetto agli altri dipendenti del Comune, alle ferie scaglionate, alla necessità di dovere rapportarsi, l’ufficio del personale, quotidianamente, con la segreteria del comandante per la predisposizione dei servizi, dovendo sapere la disponibilità degli agenti nell’immediatezza anche in caso di eventi urgenti. Per non parlare poi della necessità degli operatori di dover verificare e magari giustificare mancate timbrature per dimenticanza del badge dovendo andare presso il Ce.Dir., in caso di soppressione di tale ufficio. Si spera che questa idea non venga presa minimamente sul serio perché improduttiva e foriera di disagi per tutti. Altrettanto grave e assurdo è il fatto che un sindacato, invece di lottare per trovare le migliori condizioni economiche e lavorative per gli agenti della polizia municipale, proponga, in modo peraltro illegittimo, di togliere soldi ai lavoratori per far risparmiare l’Amministrazione, magari facendo pagare, con questi “pseudo – risparmi”, i debiti contratti dall’Ente. In ogni caso, la Cisl Fp, prima organizzazione sindacale non solo presso il Comune di Reggio Calabria, dove ha raggiunto risultati eccellenti, ma in tutta la provincia reggina e anche a livello nazionale, vigilerà per difendere i lavoratori della polizia municipale affinché eventuali atti illegittimi non li veda depauperati di somme loro spettanti per legge, attendendo, inoltre, il pagamento delle indennità varie entro il 30 settembre 2015 così come da impegno preso il 10 settembre 2015 dall’Amministrazione. Confidando sempre nella disponibilità al dialogo di codesta Amministrazione e nel buonsenso di ogni sua componente, porge Cordiali saluti.

 Il Coordinatore Provinciale Polizie Locali

Giuseppe Falcone