Reggio, lettera aperta al sindaco della città

Reggio, la lettera di una cittadina al sindaco Falcomatà: “sul corso Garibaldi topi e blatte la fanno da padrone”

palazzo san giorgio

Di seguito la lettera integrale di una cittadina di Reggio, Angela Maria Marcianò, al sindaco della città:

Ill.mo Sig Sindaco,

è trascorso più di un anno, era il mese di Giugno del 2014, quando il Corso Giuseppe Garibaldi veniva chiuso al traffico, da piazza Garibaldi verso nord per lavori di “riqualificazione” del centro storico. Durante questo periodo, di “Riqualificazione” se n’è vista poca, in compenso abbiamo avuto modo di apprezzare la varietà della fauna locale, in primis e non in via di estinzione: grossi topi di fogna e blatte (anche questi di apprezzabili dimensioni), scorrazzare liberamente tra il prezioso “basolato storico” ed i nostri negozi, venir fuori dai canali di scolo a cielo aperto durante tutta la BELLA Estate del 2014, per continuare in quella del 2015. Per non parlare dei cumuli di rifiuti portati dal vento o generosamente lasciati accumulare nei cestini (fino alla loro definitiva rimozione), lungo gli angusti corridoi del “CORSO CANTIERE”, senza dimenticare la NOSTRA innata cultura del rispetto del bene pubblico che ha permesso di lasciar decomporre, con i propri tempi naturali, i vari escrementi dei nostri preziosi amici a quattro zampe, ma anche a due zampe (si veda l’area interna ed esterna della “Villa –bagno pubblico Comunale e non solo). Il tutto oggi illuminato dalla abbagliante luce crepuscolare dei lampioni di nuova generazione che fanno da cornice allo splendido CORSO GIUSEPPE GARIBALDI RIQUALIFICATO. Chi scrive è una delle tante VITTIME del Corso Giuseppe Garibaldi, Commerciante, Contribuente, Cittadino. VITTIMA COMMERCIANTE perché da Giugno 2014, ho visto scendere il fatturato almeno del 40%, non potendo recuperare né con LE STAGIONI dei SALDI, né con quelle delle FESTIVITA’, che si sono susseguite in questi 18 mesi, 540 giorni. La sottoscritta invita Lei e la Sua Giunta a provare a vivere o, per meglio di dire a sopravvivere riducendosi lo stipendio del 40% per continuare a gestire la Sua attività (familiare o commerciale che sia). Nel frattempo sono stata obbligata, chiaramente a mie spese, a rimuovere immediatamente l’insegna a bandiera e provvedere ad una nuova, per il DECORO PUBBLICO.

L’illuminazione assente, installata in modo provvisorio elavori corso garibaldi (1)d approssimativo solo qualche mese fa, esponendo al rischio di aggressioni non invita anzi scoraggia chiunque ad avventurarsi lungo il tratto di CORSO incriminato (per non parlare della “polveriera” VILLA COMUNALE), ricordando, inoltre, che da Agosto in poi le ore di luce vanno via via riducendosi, tanto da arrivare in Inverno quando alle ore 18.00 è già buio. VITTIMA CONTRIBUENTE perché a fronte di tutte le Imposte e Tasse pagate e da pagare (nazionali ed ancor di più locali) non ha ricevuto i servizi dovuti: TARI: negli ultimi 18 mesi pari a 540 giorni ca, oltre all’obbligo del contratto privato per lo smaltimento dei cartoni, pago una tassa altissima per NON ricevere alcun servizio e sentir rispondere, dalle mie innumerevoli telefonate effettuate ai VIGILI URBANI, che la raccolta e la pulizia non sono autorizzate essendo AREA DI CANTIERE (ma lo sanno anche tutti coloro che passeggiano o sfrecciano in macchina o moto lungo l’AREA DI CANTIERE?); TASI: negli ultimi 18 mesi pari a 540 giorni ca, pulisco l’area antistante il negozio (in affitto) presso cui svolgo l’attività da: carte, mozziconi di sigaretta, gelati disciolti, escrementi …; CANONE IDRICO: altra nota dolente. VITTIMA CITTADINO, perché da Giugno 2014 continuo ad assistere al degrado della città in cui vivo; ennesimo atto è stato lo sventramento del SALOTTO e l’abbandono del GIARDINO della NOSTRA città. L’uso del pronome possessivo vale solo come plurale majestatis, perché nel mio piccolo se una cosa è MIA la tengo con cura. Se devo ristrutturare casa, a mie spese, prima di iniziare i lavori avrò deciso che interventi fare e quale risultato ottenere, avrò scelto le mattonelle del bagno, i vari pezzi, gli eventuali arredi…. Avendo una sola casa mi sarò preoccupato di organizzare i lavori in modo da permettere l’uso della stessa, anche se parziale, con un disagio minimo, ma di certo non smantellerò tutto contemporaneamente per arrestare i lavori al primo intoppo o perché non ho ancora scelto che illuminazione installare! Durante l’esecuzione dei lavori cercherei di mantenere pulito, per quanto possibile, per restituire alla mia famiglia un luogo pulito e decoroso. Dopo aver dato il Buon Esempio, da buon padre di famiglia, inviterei i miei familiari a mantenere tale stato, educandoli, anche con punizioni. Questo dovrebbe fare la Pubblica Amministrazione: Educare non Reprimere. Non è vietando la vendita di bibite in bottiglia che mantengo il decoro della Città (rif. Ordinanza Sindacale n- 34 del 02.07.2015), ma punendo severamente chi deturpa con rifiuti o altro il bene comune (e (ma le Statue di Rabarama sono opere d’arte o un parco giochi?). Per concludere, Ill.mo Sig. Sindaco Avv. Giuseppe Falcomatà pretendo troppo se come Commerciante, Contribuente e Cittadino Le chiedo di mettermi nelle condizione di poter lavorare nella citta in cui vivo e non essere ostacolata dalle scelte illogiche, scellerate ed antieconomiche del Comune; Ricevere i servizi minimi per cui pago i tributi locali e non pagare tributi locali per coprire i DEBITI della Pubblica Amministrazione; Vivere in una cittadina pulita, ordinata che garantisca un minimo di sicurezza e non dover aggirare buche ed escrementi, sopportare lunghe file in auto perché nessuno VIGILA, rischiare di essere aggredita. Se ritiene che io chieda troppo, porgo le mie scuse e mi trasferisco…. su MARTE!

Angela Maria Marcianò