Reggio, il Sippe denuncia le “anomalie” del carcere di Arghillà

Carcere di ArghillàCarcere di Arghillà, Il Si.P.Pe. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Scrive al capo del Dipartimento dell’ Amministrazione Penitenziaria sulla situazione in cui versa il carcere di Arghillà. Uno dei problemi principali è l’anomalia della pianta organica; infatti sono previste 27 unità di personale femminile e 19 unità di personale maschile, in un Istituto dove la sezione femminile è inesistente. Nella struttura- prosegue Angelo Macedonio segretario Regionale del Sippe- sono operativi 35 poliziotti che sorvegliano circa 205 detenuti. La maggior parte del personale in servizio, oltretutto, è distaccato da altre sedi. Attualmente la situazione del personale è la seguente:

1)    Solo due “sottufficiali” garantiscono il servizio di sorveglianza generale nell’ arco dell 24 ore;
2)    L’ Ufficio la matricola e colloqui sono senza sottufficiali;
3)    L’ Istituto prevede nella pianta organico 27 unità femminile nonostante non ci sia un reparto femminile;
4)    110 detenuti sul piano vengono gestiti da un solo Agente;
5)    Il bloche hause non è mai stato aperto da quando il carcere è attivo, mentre in portineria un solo Agente gestisce tutto il penitenziario;
6)    Il servizio traduzioni è gestito da un’altro Istituto per mancanza di personale;
7)    I colloqui sono gestiti solo da 4 agenti in situazioni non emergenziali;
8)    L’ area tratta mentale e la rotonda gestiti da un solo agente;
9)    Le aree passeggi, primo e secondo piano, con i divieti d incontro sono gestiti da un solo Agente.

Non possiamo più tollerare una situazione simile – continua Angelo Macedonio-  , abbiamo scritto una nota al Capo dell’ Amministrazione Penitenziaria affinché ci inviano nuovo personale di Polizia Penitenziaria per scongiurare le continue aggressioni che negli ultimi tempi il personale ha dovuto subire- l’ ultima risale al giorno 05/09/2015 ai danni di un ispettore- Il Sippe  “promette battaglia e intende sensibilizzare tutte le Autorità Amministrative e politiche affinché il carcere di Arghillà possa effettivamente essere una struttura all’avanguardia e rispettosa delle condizioni lavorative”.