Reggio, ieri sera è andata in scena la serata conclusiva della manifestazione “Sport e legalità”

teatro-cileaIeri  sera, nella splendida cornice del Teatro Comunale “Francesco Cilea”,  è andata in scena  la serata conclusiva della manifestazione “ Sport e legalità”, patrocinata dalla Amministrazione Provinciale. La serata avrebbe dovuto svolgersi in via Marina sabato sera, nel meraviglioso teatro all’aperto quale è l’Arena “Ciccio Franco”, ma a causa del maltempo è stata poi rimandata a domenica sera e dirottata appunto, al Teatro Comunale. Fin qui nulla di che, se non fosse che la serata si è rivelata a completo appannaggio solo di alcune scuole, che probabilmente hanno colto la ghiotta occasione per bissare il proprio saggio di fine anno… Non è accettabile da parte di ragazzine, piene di sogni e aspettative, l’idea di essere invitate in qualità di ospiti alla chermes per poi subire più di tre ore di spettacolo a senso unico. Buttate per terra dietro le quinte del teatro nell’ infinita attesa di coronare finalmente il sogno: ballare in un vero teatro. Si perché a Reggio Calabria, il Teatro che viene definito comunale non è per  tutti, bisogna essere grandi scuole, e parlo di numeri o grandi amici dei soliti noti, qui è così che funziona, haimè!  Non ci stiamo, e lo vogliamo ribadire a gran voce a coloro che si sono occupati dell’organizzazione, in primis nella persona di Mimma Familiari, non si può realizzare una manifestazione avvolgendosi nella bandiera fatta da altissimi ideali come in questo caso la “legalità”, a maggior ragione in una terra martoriata come la nostra che brama ed anela tale grande valore. Ancora una volta a Reggio Calabria si predica ma non si pratica… chapeau al concetto che ci ha convinti ad accettare l’invito ossia veicolare il concetto di legalità dallo sport e tutti i messaggi che in esso sono insiti in ogni sua forma. Ma ieri sera certamente nel comportamento adottato dagli organizzatori, tutto c’è stato ma nulla che vada a braccetto con il concetto di legalità. Come si può spiegare che lo spettacolo è stato monopolizzato solo da alcune scuole per i primi trequarti e solo molto dopo la passerella dell’ennesimo Assessore di turno, si è dato spazio alle altre scuole…ospiti definite. Vi chiediamo, si è mai vista una scaletta di un qual si voglia spettacolo, sia pure di terz’ordine, dove l’ospite non sia posto al centro??? In barba ad ogni buona regola…le nostre figlie sono andate in scena in un teatro completamente vuoto! E si  perché nel frattempo tutta la gente era andata via. Il sogno che finalmente stavano realizzando si è improvvisamente trasformato in un incubo…sapete che vuol dire per un’atleta, per un attore, per qualsiasi artista, esibirsi senza pubblico? Una assoluta umiliazione! Per questo non ci stiamo e diciamo alle Istituzioni e all’Assessore, che ha annunciato, approfittando del prestigioso palcoscenico, di voler realizzare un Talent per tutte le eccellenze reggine, sotto natale, che se la mentalità non cambierà e la legalità resterà solo uno slogan vuoto, se non  diventerà uno stile di vita, un modo di affrontare le sfide quotidiane, una forma mentis, un modo di percepire e accogliere l’altro, allora avremo fallito tutti nel compito più delicato che abbiamo rispetto alle nuove generazioni, ovvero quello di consegnargli una città scevra da parentelismi e clientelismi vari, veri cancri che hanno reso questa città un malato terminale!

Emanuela Artuso