Reggio, Iaria (Pace Italia): “la Falcomatà Spa impedisce l’agibilità democratica a Palazzo San Giorgio”

Reggio, Iaria sul consiglio comunale di ieri: “stavolta il compagno Demetrio l’ha fatta davvero fuori dal vaso”

reggio consiglio comunale (1)“Qualche giorno addietro si discuteva, dalle colonne di un quotidiano on line, circa l’inadeguatezza della classe dirigente della nostra città. Giunge con un leggero ritardo, dunque, l’ultima perfomance fantozziana di Demetrio Delfino, ultras bolscevico capitato per caso (o forse no) a sedere sullo scranno più alto del Consiglio Comunale di Reggio Calabria. Ora, si sa che la maggioranza tutta è chiamata ad una missione impossibile: occultare, negare e minimizzare gli infiniti capitomboli della “Falcomatà e C. s.p.a.”, ma stavolta, il compagno Demetrio, l’ha fatta davvero fuori dal vaso… Egli, imbarazzato dal comportamento del Sindaco, rimasto zitto e muto davanti agli interrogativi posti da Lucio Dattola, ha espulso dall’aula (primo caso a memoria d’uomo nella storia, pur martoriata, della città) Massimo Ripepi, reo di aver risposto alle incredibili provocazioni di un cittadino che disturbava i lavori del Consiglio” scrive in una nota Tommaso Iaria, segretario nazionale di Pace Italia. “Nessun provvedimento invece, contrariamente alle norme Statutarie e regolamentari, è stato adottato nei confronti di quel cittadino e degli altri consiglieri che protestavano vivacemente. Per tentare di giustificare l’epurazione -prosegue- Demetrio il prode ha detto che bisognava assicurare il rispetto dello Statuto… Orbene, lo si diceva all’inizio, che il dibattito sulla “qualità” della classe dirigente non solo è necessario, ma addirittura indispensabile. Vi è oggi, infatti, un Presidente del Consiglio Comunale che lo Statuto dell’Ente o non lo ha mai letto o, se lo ha letto, non ha capito quello che in esso sta scritto! Giudicate voi. Recita l’art. 51, comma II°, dello Statuto: “… Nelle sedute convocate per l’esame dei predetti documenti [bilancio di previsione, conto consuntivo e verifica delle linee programmatiche di mandato] non possono essere trattati altri argomenti”. Ma Demetrio il Grande – aggiunge- ha convocato la seduta per discutere il Bilancio di Previsione 2015 inserendo all’ordine del giorno anche la trattazione di altri argomenti (convenzione servizio di tesoreria; istituzione tassa di soggiorno; ecc.). Delfino, quindi, avrebbe dovuto espellere se stesso per manifesta incapacità! Il comportamento gravemente irrispettoso dello Statuto, posto pervicacemente in essere dal Presidente del Consiglio Comunale, la sua doppia morale, nonché la faziosità con la quale è solito condurre i lavori dell’assemblea, ci inducono a chiamare in causa S.E. il Prefetto – conclude Iaria- affinchè intervenga a tutela della legalità che deve essere rispettata (e non solo pretesa), principalmente dai rappresentanti delle istituzioni, posto che quanto accaduto avrebbe dovuto già comportare le dimissioni di Demetrio Delfino, statista (incompreso) di un paese travestito da città…”