Reggio, De Pasquale (Ugl): “il carcere di Arghillà è abbandonato a se stesso”

Reggio, De Pasquale (Ugl): “il carcere di Arghillà è abbandonato a se stesso. Occorre intervenire subito, a tutela della salute dei lavoratori”

carcerearghill“Il carcere di Arghillà (Reggio Calabria), doveva essere il fiore all’occhiello ma -secondo il segretario nazionale della UGL Polizia Penitenziaria Alessandro De Pasquale -invece sembra essersi rivelato un fallimento. Uno dei problemi principali è l’anomalia della pianta organica; infatti sono previste 27 unità di personale femminile e 19 unità di personale maschile, in un Istituto dove la sezione femminile è inesistente. Nella struttura- prosegue De Pasquale- sono operativi 35 poliziotti che sorvegliano circa 205 detenuti. La maggior parte del personale in servizio, oltretutto, è distaccato da altre sedi. Questo carcere è stato dimenticato da Roma e la carenza di personale non consente di operare in condizioni ottimali di sicurezza. condizioni operative non rispondono ai criteri minimi di sicurezza, afferma il sindacalista De Pasquale. L’agente è costretto a coprire più posti di servizio, lavorando sotto pressione e oltre l’orario previsto dal contratto. Il carcere di Arghillà non è il solo a fronteggiare eventi critici, c’è di fatto una vera crisi del sistema penitenziario, certificata giornalmente da eventi critici che vengono gestiti in modo esemplare dalle donne e dagli uomini della polizia penitenziaria. Secondo i dati del Ministero della Giustizia, al 31 agosto 2015, sono presenti negli istituti penitenziari della penisola 52.389, su una capienza regolamentare di 49.624. Le carceri italiane, chiarisce De Pasquale, sono ancora affollate e lo saranno sempre, se il governo non decide subito di mettere mano in modo concreto all’esecuzione penale. La regione calabria, secondo i dati pubblicati dal Ministero della Giustizia, non sembra registrare un sovraffollamento dei detenuti, infatti su una capienza regolamentare di 2.663 detenuti, sono presenti, alla data dello scorso 31 agosto 2.150. “Tuttavia, la presenza dei detenuti, -secondo De Pasquale- è comunque superiore a quella dei poliziotti penitenziari la cui pianta organica prevede per i 13 penitenziari calabresi solo 1478 unità, divise per ruoli e sesso”. De Pasquale “promette battaglia e intende sensibilizzare tutte le Autorità Amministrative e politiche affinchè il carcere di Arghillà possa effettivamente essere una struttura all’avanguardia e rispettosa delle condizioni lavorative”.