Reggio, Crea: “preoccupa sempre di più lo stato di degrado della fabbrica di Saline” [FOTO]

Reggio, Crea: “lo stato di degrado della fabbrica di Saline è preoccupante e si rafforzano le paure e le preoccupazioni circa i potenziali pericoli per la salute pubblica”

Fabbrica Saline (5)“Stante il notevole decorso temporale non si hanno notizie circa le iniziative che gli Enti competenti intendono intraprendere a tutela della salute pubblica ed ambientale e riportare in pristino lo stato originario dei luoghi, anche con riferimento alle strutture mobili e manufatti insistenti nello specchio d’acqua antistante l’ex stabilimento liquichimica di Saline Ioniche, di cui all’esposto del 29 settembre 2014, trasmesso ai vari enti e ministeri interessati. Lo stato di degrado della fabbrica di Saline è preoccupante e si rafforzano le paure e le preoccupazioni di questa associazione circa i potenziali pericoli per la salute pubblica causati dal probabile perdurare degli effetti nocivi determinati dalla gravissima situazione di inquinamento ambientale accertata nell’anno 2004 dal consulente nominato dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria” scrive in una nota Vincenzo Crea referente unico dell’Ancadic Onlus. “Dal suddetto articolo stampa – prosegue- emerge l’inottemperanza all’ordinanza di Bonifica del 28 febbraio 2014 emessa dalla Commissione Straordinaria pro tempore del Comune di Montebello Ionico (RC), che con nota del 2 ottobre 2014 Diretta ai competenti Organi della regione Calabria, alla Capitaneria di Porto di Reggio Calabria e per conoscenza alla scrivente associazione trasmetteva il sopra citato esposto e ci comunicava che con precedente ordinanza del mese di dicembre 2013 aveva disposto la realizzazione immediata di opere provvisionali (compresa la necessaria recinzione dell’area) per garantire la sicurezza del Porto di Saline Joniche, e di avere sollecitato più volte la regione Calabria, Dipartimento 9 – Infrastrutture –Lavori Pubblici – Ispettorato per la definitiva sistemazione delle aree a rischio, poste a sedime portuale. Con riferimento al precitato articolo stampa – aggiunge- si legge che due visitatori entrati liberamente nel sito in questione venivamo accolti da un odore nauseabondo a cui gli stessi non sono riusciti a dare una causa (fogne?), all’interno della fabbrica,(da segnalare che non sono evidenti i cartelli di divieto d’ingresso, non ci sono transenne né altro per proteggere eventuali minori dalle profonde vasche completamente allo scoperto!) si riscontrava una contorsione di tubi arrugginitivi, resti di muretti, tanta ma tanta sabbia e quelle strutture danneggiate dal tempo che sembrano scheletri in un paesaggio spettrale…..tantissime vasche alcune vuote altre piene d’acqua putrida o di altre sostanze e quell’odore persistente che ha accompagnato i visitatori e per tutto il tragitto. Altra cosa che ha colpito i due visitatori, che fa molto riflettere, è stata l’assenza di vita animale! Neppure una lucertola, un grillo, una formica, e nelle vasche? Niente zanzare, niente rane o altro….-In conclusione visto, tra l’altro, che nel sito in questione chiunque può liberamente entrare contrarre una malattia, la cui manifestazione potrà avvenire anche nel lungo periodo, e uscirne tranquillamente, e tenuto conto di tutti i potenziali fattori di rischio a cui da decenni sarebbe esposta la popolazione, soprattutto i residenti, questa associazione ha provveduto a sollecitare gli Enti e le Istituzioni in precedenza interessati acchè si addottino tempestivi provvedimenti a tutela della salute e incolumità pubblica e a salvaguardia dell’Ambiente”, conclude Crea.