Reggio, all’Ordine dei Medici un proficuo dibattito sui nuovi scenari terapeutici e risvolti etici

Zampogna e Zema“Epatiti virali croniche e loro sequele: nuove acquisizioni in una visione multidisciplinare”: è stato questo il titolo di una incontro promosso dalla Commissione Formazione ed aggiornamento dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria con il patrocinio dell’Expo. Dopo aver sottolineato l’importanza dell’iniziativa il coordinatore della Commissione Formazione ed aggiornamento, Antonino Zema ha ribadito come “l’Ordine dei Medici ha avuto l’onore di avere il patrocinio da parte dell’Expo”. “Questa giornata di studio – ha osservato Zema – è stata voluta per vagliare quelle che sono le novità in materia in particolare per una malattia che era una vera e propria bestia nera come l’epatite C”. Le epatiti – ha rimarcato, Giuseppe Zampogna, vicepresidente dell’Ordine dei Medici – purtroppo coinvolgono spesso operatori sanitari ed hanno delle sequele per tutto il resto della vita. Tuttavia un barlume di speranza è rappresentato dai nuovi farmaci che purtroppo sono assai costosi ma il Ministero deve comunque dare delle risposte”. Un concetto ripreso ed ampliato da Giuseppe Foti, Direttore della Struttura Complessa di Malattie Infettive dell’Azienda ospedaliera reggina. “Sta cambiando notevolmente lo scenario di cura delle epatiti – ha sottolineato Foti – in quanto vi sono dei farmaci nuovi ma costosissimi e di conseguenza il Ministero ha messo dei paletti per cui solo i pazienti in fase avanzata possono accedere a queste cure. Ad ogni modo questa impostazione dovrà essere modificata perché non è etico che al paziente non possa essere data la possibilità di curarsi”. L’epidemiologia e la storia naturale delle epatiti è stata curata da Maria Stella Carpentieri, Dirigente Medico dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera Bianchi – Melacrino –Morelli. Dalla relazione del medico reggino è emerso che l’epatite B coinvolge circa 400 milioni di persone al mondo con una incidenza maggiore in Asia mentre ogni anno, per le conseguenze della malattia, possono arrivare a morire sino ad un milione di persone circa. La trasmissione del virus dell’epatite B può avvenire, inoltre, per via ematica o sessuale. L’epatite C, invece, è diffusa in maniera più uniforme a livello mondiale anche se da molti stati non sono disponibili i dati. Di “alterazioni metaboliche in corso di epatite cronica” ha disquisito Carmelo Caserta, Responsabile dell’Unità Operativa di Medicina del Policlinico “Madonna della Consolazione”, il quale si è soffermato su steatosi e cirrosi. “Il monitoraggio clinico e la terapia dell’epatite cronica B” è stato il tema della relazione di Carmelo Mangano, Dirigente Responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Day Hospital Malattie infettive immunodeficienze. Salvatore Vita, medico di famiglia, ha relazionato sul “ruolo del medico di medicina generale nella gestione delle epatiti virali croniche” mentre Francesco Cambareri, Dirigente Medico del reparto di Nefrologia dell’azienda ospedaliera reggina, ha fatto uno zoom sul “rene del paziente con malattia epatica avanzata”. Angelo Lauria, dirigente medico del reparto di gastroenterologia con incarico di alta specializzazione in fisiopatologia digestiva, ha trattato il tema dell’ipertensione portale e varici esofagee ed il ruolo del gastroenterologo.