Reggina, adesso l’arbitro non diventi un alibi. Piuttosto abituati in fretta, la serie D funziona così

Reggina, furia sull’arbitro Stefano Fusco ma in serie D diventerà la routine. Che la squadra si abutui in fretta

Stefano Fusco

Stefano Fusco è un giovanissimo arbitro di Brindisi, tra i più promettenti dell’intero panorama calcistico federale: non sorprendetevi se tra una decina d’anni dovesse arbitrare in serie A. Da giovani si può sbagliare, e alla sua età essere già in serie D è un grande successo, forse addirittura un record. Fusco da Brindisi di partite ne ha già arbitrate tante nei Dilettanti, probabilmente è più esperto lui della Reggina che si è presentata in questo campionato con una società nuova di zecca, un allenatore e un direttore generale esordienti per la categoria, e tanti calciatori giovanissimi oltre ad un gruppo di più esperti che però negli scorsi anni giocavano in squadre diverse e che quindi vanno amalgamati bene.

11997398_10207345934667410_170671832_nMa torniamo a Stefano Fusco: l’anno scorso in serie D ha arbitrato 17 partite. Tredici volte ha vinto la squadra di casa, due volte è finita pari, due sole volte ha vinto la squadra in trasferta. In 17 partite Fusco ha estratto la bellezza di 51 cartellini gialli e 11 rossi. Su 11 espulsioni, soltanto tre a giocatori delle squadre di casa, 8 agli ospiti. E ha anche concesso 6 rigori in quelle 17 partite. Ovviamente 4 alle squadre di casa, 2 a quelle ospiti. Non vi dovete sorprendere: se andate a guardare le statistiche degli arbitri di serie D, è così un po’ per tutti. Con la differenza che Fusco è giovanissimo e quindi probabilmente risente ancora un po’ troppo del fattore campo. Ma crescerà, migliorerà, anche grazie agli errori di oggi. La serie D è il traguardo per gli arbitri più anziani che hanno arbitrato per una vita nei campionati minori, una palestra che può fare da trampolino di lancio ai giovani più bravi e promettenti. E Stefano Fusco è uno di questi. Se giochi nei Dilettanti non troverai ne’ Webb ne’ Rizzoli.

RegginaCerto, perdere 3-1 una partita in cui ti danno tre rigori contro (il primo dopo tre minuti, gli ultimi nel finale subito dopo che avevi raggiunto il pareggio), un’espulsione (dopo 10 minuti) e 5 ammonizioni, è dura da digerire anche perché la Reggina ha giocato bene veramente e avrebbe meritato quantomeno il pareggio se non la vittoria, nonostante l’uomo in meno, perchè è riuscita a costruire molte più occasioni da gol rispetto agli avversari. Ma adesso l’arbitro non diventi un alibi, anche perchè il rosso di Roselli era netto, il terzo rigore sacrosanto. Sugli altri due Fusco ha sbagliato, ma bisogna abituarsi in fretta perchè la serie D funziona così. E ad Aversa il pubblico non è particolarmente condizionante, le trasferte nei campi della Cavese e di Gragnano ad esempio da questo punto di vista mettono i brividi. Ma bisogna avere le palle per non farseli venire. Quando scrivevamo, in tempi non sospetti, che il campionato di serie D sarebbe stato molto difficile, ci riferivamo anche a questo. Bisogna subito calarsi nella mentalità della categoria, a cui forse nella Reggina di oggi sono più abituati tanti calciatori esperti e rodati tra i Dilettanti, rispetto allo staff tecnico che dal DG Martino a mister Cozza, appunto, non ha mai affrontato prima questa categoria in tutta la carriera. Anche i tifosi, la gente e la città devono immediatamente calarsi nella categoria, prima di tutto trasformando il Granillo in una bolgia che possa farlo diventare il 12° uomo in campo. Con duemila spettatori sugli spalti in un impianto come quello di viale Galilei, che contiene quasi 28.000 posti a sedere, c’è il rischio non solo di non condizionare l’arbitro neanche di striscio, ma di avere l’effetto contrario sia nei confronti della terna arbitrale che nella psicologia dei calciatori. Abituati in fretta, Reggina. Perdere una partita così ci può stare, in fondo hanno steccato tutte le big: sappiamo che la promozione te la devi giocare con Siracusa, Cavese e Rende, pur tenendo d’occhio qualche possibile sorpresa (attenzione alla Vibonese) e oggi ce le hai tutte appaiate a zero punti. Cavese e Rende addirittura hanno perso in casa (qui risultati e classifica).

gabriele martino (2)Piuttosto al momento bisogna lavorare sul mercato, perché se la squadra costruisce così tante occasioni da gol ma non riesce a finalizzarle, è evidente che lì davanti manca qualcosa. E’ il dramma che la Reggina ha già vissuto nelle ultime stagioni, prima in B e poi in Lega Pro. Oggi Arena è stato il migliore, ma a tratti sembrava predicare nel deserto. Tiboni non l’abbiamo potuto giudicare a causa della sostituzione obbligata per Cozza dopo l’espulsione di Roselli. Zampaglione ha giocato in un ruolo non suo e non ha fatto male. Dare giudizi è affrettato, ma intanto il primo gol l’ha fatto un difensore. In quella difesa in cui la Reggina ha giocato con un’inedita coppia di centrali, tra cui il centrocampista Corso adattato lì per l’occasione. Gli innesti di D’Ambrosio, Mautone e Pescatore saranno certamente importanti ma serve anche un terzino sinistro di qualità. Adesso che il campionato è iniziato, continuare a fare inutili polemiche sui campi da gioco da parte della stessa società, con le parole al veleno di Gabriele Martino nel post partita, ci sembra stucchevole. Anche perchè le amichevoli si potevano benissimo organizzare a Polistena, come ogni squadra che fa le amichevoli in ritiro. La Reggina deve avere un campo per allenarsi in città, e invece da domani tornerà nella Piana per un’altra settimana. Questo è un problema che bisogna risolvere, dovranno farlo la nuova società e le istituzioni. Non diventi, come Fusco, un altro alibi per giustificare le mancanze (fisiologiche) di un inizio stagione molto confusionario, per una società nata in fretta e furia a fine luglio, costretta ad organizzare tutto ciò che concerne i propri assetti in meno di un mese, e quindi con ripercussioni anche sulla squadra costruita in ritardo sia dal punto di vista tattico che atletico e umano. Non è una mancanza di qualcuno, tutti sanno come sono andate le cose in questa maledetta estate 2015 per i colori amaranto. Adesso, però, non c’è più tempo per lamentarsi, piangersi addosso o alimentare polemiche: bisogna alzarsi sui pedali e pedalare. Tutti insieme. Perchè Reggio vince solo quando è forte e unita. Se il Granillo sarà una bolgia domenica contro la Sarnese capolista (oggi ha travolto l’Agropoli 3-0 in una partita arbitrata da un altro giovane e promettente fischietto, Gaetano Massara di Reggio Calabria), sarà già un buon punto d’inizio almeno dal punto di vista ambientale. Ed è questa la risposta più importante che oggi la città deve dare.