Prodi a Locri ricorda Fortugno. La gratitudine dei figli del vicepresidente del consiglio regionale

Locri, il Professore terrà una lectio magistralis sulla confusione che regna in Europa e nel Mediterraneo

prodiSiamo particolarmente contenti di poter ospitare a Locri il presidente Romano Prodi. Il ritorno del Professore è un segno tangibile di attenzione nei confronti della Calabria, e della Locride in particolare. Attenzione che Prodi, del resto, ha saputo testimoniare anche in altre circostanze sia in veste di presidente della Commissione europea che da presidente del Consiglio dei ministri. Ma soprattutto consentiteci di esprimere la nostra gratitudine e quella della nostra famiglia per il fatto che Romano Prodi abbia deciso di venire a Locri a dieci anni dall’uccisione di nostro padre”. E’ quanto affermano Giuseppe e Anna Fortugno, figli di Francesco, il vicepresidente del Consiglio regionale barbaramente ucciso dalla ‘ndrangheta. Il già presidente della Commissione europea e presidente del Consiglio dei ministri terrà una lectio magistralis sulla confusione totale che regna in Europa e nel Mediterraneo. La conferenza si terrà nel cinema “Vittoria” di Locri giovedì 1 ottobre (ore 10). “Siamo convinti che il dibattito pubblico – aggiungono Giuseppe e Anna Fortugno – abbia assoluto bisogno di momenti di confronto, sui temi politici e sociali che toccano da vicino la vita dei territori. In questo senso il contributo, qualificato e autorevole, che Romano Prodi offrirà alla città di Locri, rappresenta una preziosa occasione per rendere partecipe e maggiormente consapevole la comunità, di questioni che oggi più che mai incidono in maniera rilevante nelle dinamiche interne dei singoli territori. Gli argomenti sui quali si soffermerà il professor Prodi, ovvero l’Europa e il Mediterraneo – evidenziano i Fortugno – costituiscono degli snodi cruciali nel più ampio e complesso quadro delle politiche di sviluppo locali. Specie per regioni come la Calabria e, in particolare, la provincia reggina, impegnate sul delicato fronte dell’accoglienza ai migranti e, per altro verso, storicamente alle prese con innumerevoli occasioni di mancato rilancio economico e occupazionale strettamente connesse proprio al bacino del Mediterraneo”.