Palermo: 22 anni fa l’omicidio del prete antimafia Don Puglisi

Palermo, ricorre oggi l’anniversario del tragico omicidio di Don Puglisi per mano della mafia

++ DON PUGLISI E' BEATO, IN 80 MILA LO ACCLAMANO ++Quando i sicari di Cosa Nostra gli si avvicinarono davanti al portone di casa, al numero 5 di piazzale Anita Garibaldi, nel quartiere Brancaccio di Palermo, Padre Puglisi non fu colto di sorpresa. “Me l’aspettavo” disse ai suoi assassini che, con un solo colpo alla nuca, lo uccisero il 15 settembre 1993, nel giorno del suo 56° compleanno. A premere il grilletto Salvatore Grigoli, lo stesso che, diventato collaboratore di giustizia, raccontò gli ultimi istanti di vita di quel prete buono che, dopo essere stato per dieci anni parroco di Godrano (piccolo paese del palermitano) era tornato a Palermo, nel suo quartiere, e aveva cominciato a svolgere il suo lavoro senza tenere conto delle regole di Cosa Nostra. I segnali che l’opera di Padre Puglisi dava fastidio a qualcuno erano già arrivati prima di quel 15 settembre. Circa due mesi prima, un incendio aveva parzialmente distrutto il portone della sua chiesa, la parrocchia di San Gaetano, ma 3P, come affettuosamente lo chiamavano i giovani del suo quartiere, non si era lasciato intimidire. Nelle sue omelie aveva continuato a puntare il dito contro i mafiosi e proprio a loro aveva tolto manovalanza, rivolgendosi ai giovani del quartiere e inaugurando, il 23 gennaio 1993, il Centro Padre Nostro, da subito diventato un punto di riferimento per quel rione alla periferia di Palermo dove l’illegalità e la mafia avevano sempre fatto da padrone. Martedì sarà il ventiduesimo anniversario della morte di Don Puglisi e Palermo lo ricorda con un fitto programma di eventi che si concluderanno il 30 settembre e fra i quali è prevista anche la consegna, da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di una medaglia d’oro al valor civile al Beato Puglisi che sarà ritirata dai fratelli Francesco e Gaetano. La cerimonia si terrà al Quirinale il 24 settembre. In programma mostre, incontri, dibattiti ma soprattutto azioni concrete, come quelle che Don Pino aveva messo in atto per aiutare i giovani di Brancaccio a togliersi dalla strada e, soprattutto, dalle grinfie di Cosa Nostra.