MessinAmbiente, senza divise né mezzi: i guai della società visti dalla Cgil

Clara Crocè ha difeso il personale dell’azienda ed ha contestualmente invocato la rotazione dei dirigenti per far funzionare in maniera trasparente la macchina organizzativa

messinambienteE’ una strenue difesa del personale di MessinAmbiente, quella inaugurata dalla Cgil e volta a tutelare gli operatori che – con 1300 euro di stipendio – tentano di pulire ogni giorno la città, sin dalle prime luci del mattino. Una difesa che mira a proteggere le maestranze, certo, ma anche ad alzare il tiro della polemica contro quei dirigenti che parlano di un sovrannumero all’interno della partecipata di via Dogali. Ed il riferimento è alla posizione espressa da Domenico Signorelli del Dipartimento Ambiente e Sanita.

Proprio contro i dirigenti Clara Crocè esprime parole di fuoco, parlando della necessità di stabilire turni di rotazione per garantire l’efficienza della macchina organizzativa, anche in vista dalla nascita della Multiservizi. Per l’esponente della Funzione Pubblica del sindacato il problema sta nei mezzi e nelle divise, perennemente insufficienti a fronte di un bilancio annuale da 43 milioni di euro. Un deficit operativo, questo, che demotiva il personale, senza contare i cinque milioni di euro l’anno accantonati per la liquidazione dell’azienda. Immancabile è arrivato il richiamo alla memoria di Nino Tomasello, tragicamente scomparso per un incidente sul posto di lavoro. “Quando c’è un cassonetto stracolmo è normale attaccare noi. Ma il problema non sta nel nostro lavoro, ma nelle condizioni in cui dovremmo svolgerlo” è stata la conclusione di Saro Scrutellà della RSU.